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Vino e motori. L’Asti Dry vince il 15° Rally del Moscato. Un segnale per il mondo del moscato: è ora di cambiare

L’Asti Dry, cioè la versione di uno spumante a base moscato piemontese spumantizzato non dolce, spopola non solo come prototipo enologico, ma anche come slogan di territorio. È il caso di un’auto, una Ford Fiesta R5 con equipaggio Aklessandro Bosca e Roberto Aresca, dalla livrea anonima che ha corso il Rally del Moscato che si è svolto sabato 2 e domenica 3 luglio a Santo Stefano Belbo nel Cuneese. E che ha vinto. Una fortunata coincidenza? Un segnale del destino? O un piano di marketing ben pensato?

13567286_1071152249625752_2602770599405779492_nSia come sia la vettura aveva in bella vista il logo già visto su una bottiglia che è stata distribuita alla festa privata di un’azienda vinicola della zona (la Santero di cui è presidente il vulcanico Gianfranco Santero “papà” del 958 Santero, leggete qui). Al di là dell’esperimento, che comunque è all’attenzione del Consorzio di Tutela e che secondo molti potrebbe rappresentare una buona via per staccarsi dalla monoproduzione di  Asti docg, tradizionalmente dolce e che sta attraversando una non facile crisi di vendite, l’Asti Dry sembra già essere diventato uno slogan di territorio, una promessa di rivalsa. In molti ne condividono l’aspetto di novità che è senza dubbio un’arma in più per combattere in un segnmento di mercato, quello delle bollicine brut, affollato ed estremamente selettivo, con campioni di indiscusso valore commerciale e di volumi come il Prosecco, lasciando da parte la stella di prima grandezza che è e rimane lo Champagne.

13537666_1071726079568369_7180222480397308419_nL’Asti Dry, a nostro avviso, ha, tuttavia, un appeal in più: sfrutta il marchio Asti, breve, facile da ricordare e, nel bene e nel male, ricordato a livello globale, ed è prodotto da uve moscato che danno al vino aromi e struttura originali. I contrari non mancano. C’è chi considera l’Asti Dry niente di più di un esercizio di stile. Il Consorzio, dal canto suo, d’intesa con alcune Case spumantiere, ha avviato la sperimentazione e le degustazioni. Non resta che vedere quanto la filiera intenda aprire a quella che sembra, allo stato, l’unica vera innovazione nel mondo del moscato. Tra l’altro già vincente in campo sportivo.

Fi.La.

 

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