
Un studio scientifico suggerisce che gli acidi tannici, presenti nelle piante e, più in particolare, nelle bucce dell’uva, potrebbero contribuire a sopprimere il COVID-19. I risultati non suggeriscono certo che una bottiglia di Barolo sia terapeutica, ma lo studio potrebbe portare a trattamenti futuri. Non è l’incipit di una fake news, ma del servizio con cui il sito on-line della rivista statunitense Wine Spectator riferisce di una ricerca scientifica su eventuali elementi che potrebbero portare a limitare i danni del Covid.
La versione originale dell’articolo la trovate qui.
Nello specifico WS riferisce degli studi del China Medical University di Taiwan. I ricercatori avrebbero notato come gli acidi tannici abbiano fatto registrare azioni significative contro la replicazione del virus.
Non vuol dire certo che un bicchiere di Barolo difenda dal Covid, tuttavia sapere che dentro l’uva (nebbiolo, barbera, dolcetto, brachetto, moscato o altro vitigno) ci sono elementi che potrebbero aiutarci nella lotta contro l’epidemia è confortante almeno quanto un calice di “quello buono”.