
Ci sono i presidenti di Consorzio che auspicano (da tempo per la verità) unità e progetti comuni per il vino piemontese. C’è la politica che, con le parole dell’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Marco Protopapa, prova a dare segnali di supporto e attenzione che devono diventare sempre più concreti. C’è il presidente di un’associazione di settore (Giulio Porzio, Vignaioli Piemontesi) che presenta un nuovo vino da un antico vitigno piemontese. C’è l’imprenditore venuto dalla tecnologia (Gianfranco Lanci ex top manager Lenovo) che da dieci anni investe nelle Langhe e ora, a Canelli, nell’Astigiano, dove possiede un paio di Cantine (Coppo e Villa Giada) rimette a nuovo tunnel di affinamento, palazzi e sedi vinicole per creare spazi di accoglienza.
Insomma nel primo giorno di Vinitaly 2022, qui a Verona, le voci del piemontesi si sono fatte sentire in mezzo al brusio di un pubblico che non è mancato, nonostante le maglie anticovid, i biglietti solo online con procedure di riscatto un po’ macchinose, le solite paure di contagio che, forse, non ci abbandoneranno per alcuni anni a venire, e i nuovi timori per una guerra che, anche se non se ne vedono tracce, aleggia su tutto e su tutti.
«Qui, però dobbiamo guardare avanti anche per fare in modo che quelle terribili cose non accadano più», abbiamo sentito dire da un produttore. Parole di buon senso. Merce rara di questi tempi.
Comunque domani sarà il giorno 2 del Vinitaly 2022. Vedremo che cosa ci riserverà. Intanto qui sotto una galleria delle interviste che abbiamo realizzato con le riprese e il montaggio di Vittorio Ubertone. Buona visione.
fi.l.
Le fotografie