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Vinitaly 2017. Luca Bosio (BFE): «Benvenuto Asti Secco, noi ci crediamo». Il progetto Truffle Hunter, vini dedicati al mondo del tartufi. E ai giovani: «Nel vino c’è posto, ma solo per gente preparata»

10 aprile 2017 Verona VINITALY - fotografia di Vittorio Ubertone

Luca Bosio, al timone con il padre Valter e la madre Rosella, di BFE, Bosio Family Estates, cantina e vigneti a Santo Stefano Belbo (collina di Valdivilla) che comprende aziende vitivinicole tra cui anche la Bel Colle di Verduno, zona di Pelaverga e Barolo, è giovane e ottimista. Il che non è una notizia. Quasi tutti i giovani lo sono. Lui, però, non solo si è laureato 110 e lode in enologia, ha pure preso in mano l’impresa di famiglia portandola ai vertici del panorama enologico italiano. E non solo come numeri e qualità dei prodotti, ma anche come innovazione eno-culturale. Da citare in ultimo il forum “Chiamatemi Nebbiolo” che si è svolto un mese fa nella cantina di Verduno e che ha visto riuniti giornalisti, enologi, docenti universitari sulle tracce dell’uva nebbiolo e dei vini che se ottengono, in Italia e nel mondo. Insomma un po’ di sana cultura, che è un po’ quello che dovrebbe fare una Cantina vitivinicola insieme al business.
Al Vinitaly 2017 di Verona Luca Bosio ha parlato di Asti Secco, ma anche della sua linea di vini curiosamente dedicata ad un cane da tartufi (spiandone la genesi) e, più in generale, del momento positivo che sta attraversando il vino italiano.
Interessante l’appello che Bosio fa ai suoi coetanei: si può trovare lavoro e impegnarsi nel mondo del vino a patto di essere preparati. No all’improvvisazione. la sensazione è che le nuove generazioni si stiano evolvendo meglio di quelle che le hanno precedute. Il che non è solo naturale, ma è anche incoraggiante.

Qui ecco la nostra video intervista a Luca Bosio. Le riprese e le foto sono di Vittorio Ubertone.

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