Il turismo per l’Italia è come la manna dal cielo. Solo che gli italiani non lo sanno e sprecano ogni occasione. Idem per il turismo del vino per il Piemonte e i piemontesi. L’ennesima dimostrazione? Il pressapochismo con cui Mtv, il movimento per il turismo del vino che a fine maggio organizza la kermesse nazionale “Cantine Aperte” di cui parliamo anche in questo blog, presenta la sua offerta di un itinerario nell’Astigiano sul sito istituzionale del Movimento (www.movimentoturismovino.it). La presentazione è incoraggiante. Vi si legge che, «Questo itinerario parte e termina ad Asti toccando paesi e realtà più grandi come Costigliole e Nizza Monferrato, in una provincia caratterizzata da una grande tradizione e vocazione enologica». Si apprende che, «Questa terra da sola produce un terzo del vino piemontese» e che «qui è nato lo spumante italiano e questo è da sempre il territorio dei vitigni aromatici Moscato e Brachetto».
Ebbene scorrendo le tappe dell’itinerario uno si aspetterebbe di trovare Canelli, dove nelle Cantine Gancia nel 1865 è nato il primo spumante (proprio come dice Mtv), dove ci sono quelle Cattedrali Sotterranee che quattro anni fa hanno dato il “la” al progetto Unesco che candida le vigne piemontesi a patrimonio dell’Umanità che proprio in questi mesi è alle battute finali. Dove ci sono state e ancora ci sono sedi di maison storiche del vino, come Gancia, Riccadonna, Contratto, Bosca, Coppo, GiBò; dei distillati, come Bocchino; e operano realtà industriali importanti del settore come Pernod Ricard e Ramazzotti.
Invece nulla, neppure una riga, un cenno.
Non è nominato pure l’Asti, anche se è lo spumante dolce italiano più venduto in Italia e nel mondo (70 milioni di bottiglie), anche se si fa solo con uve moscato coltivate in 52 Comuni tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo, dove operano 6mila aziende vinicole, 15 mila addetti, più di 40 tra case spumantiere, cantine sociali, vinificatori; anche se ha un giro d’affari di 300 milioni di euro l’anno.
È come se negli altri due itinerari proposti, quello su Lange e Barolo e su Dolcetto e Cortese, non si fossero menzionati (e invece giustamente lo sono) nell’ordine Alba, capitale delle Langhe, Barolo, culla del famoso vino rosso, Ovada dove si coltiva il Dolcetto e Gavi dove nasce l’omonimo vino elevazione dell’uva cortese.
Eppure sul sito ufficiale si legge che Mtv sostiene «… l’incremento e la qualificazione dei flussi turistici in tutte le aree d’Italia ad alta vocazione vitivinicola», che vuole «Qualificare i servizi turistici delle Cantine e dei distretti vitivinicoli. Incrementare l’immagine, le prospettive economiche e occupazionali dei territorio del vino».
Da quello che risulta una “mission” assolutamente disattesa.
A proposito anche Asti non è esente dall’incompetenza di Mtv in materia di territori del vino. Tra gli eventi che si svolgono in città, infatti, vengono nominati Palio e Festival delle Sagre, ma non la Douja d’Or, il più importante concorso enologico d’Italia. Il che per un’associazione che si definisce “Movimento del Turismo del vino” è quanto meno bizzarro.
Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)
Caro Adriano,
Mtv non brilla proprio… su Cantine Aperte sono d’accordo a metà: le cantine devono essere sempre aperte (bontà e intelligenza dei patron), ma ci deve anche essere un evento nazionale che ne lanci il messaggio. Mtv, tra luci e ombre, ci prova. Almeno. Poi, però, si spengono le luci e tutto torna nei dimenticatoio… Peccato.
Il Movimento in questione, negli ultimi anni si è messo in evidenza più per scissioni e litigate varie, che per effettiva e valida promozione turistica, che aiuti anche l’immagine dei territori.
Sono sempre stato scettico e poi apertamente critico nei confronti di “Cantine Aperte” , in quanto sostengo da una vita che le cantine devono essere sempre aperte (giusta la prenotazione che mi sembra una normale procedura di buona educazione, che evita tra l’altro a titolari e dipendenti delle medesime di stare tutto il giorno a pettinare le bambole, con costi non indifferenti..) e che una sola giornata “nazionale” crea solo una gran confusione di beoni perditempo, alla caccia del bicchiere a scrocco, come avviene per altro al VinItaly dove c’è sempre qualcuno che mesce a chiunque convinto di farsi pubblicità e poi vedi un sacco di gente alticcia, non sicuramente il tipo di pubblico che deve interessare i produttori, che va li solo per “assaggiare” a sbafo. Va detto che molte cantine l’hanno capito da tempo ed accolgono le visite con il giusto “filtro”. Il turismo del vino è cosa seria ed importante, ma va gestito con molta professionalità, MTV non mi pare che brilli molto sotto questo aspetto.