Dark Mode Light Mode

Turismo in Liguria: poche torte di riso e tante porte in faccia

maredalparcobig

In Liguria, da sempre terra di vacanza per i piemontesi e che con il Piemonte e i suoi sapori ha molti punti di contatto, la torta di riso, tipica specialità della cucina ligure, non è finita, ma capita spesso che venga servita in ritardo o non venga servita affatto. Lo dimostra un’inchiesta di Sdp che pubblichiamo qui di seguito.

Spieghiamo, prima di tutto, la battuta della torta di riso.

A fine 2007 la Regione Liguria lanciò una nuova campagna pubblicitaria turistica che prendeva spunto dalla graffiante scenetta con cui i comici di Colorado Cafè, la nota trasmissione tv, avevano messo alla berlina l’accoglienza turistica ligure. «Il piatto tipico del giorno?»  chiedeva a due guitti nei panni di improbili osti liguri  un attore che interpretava un turista tedesco. «Le ricette son due: torta di riso e prendersela in c…. La torta di riso è finita…» la risposta condita con sgignazzi impietosi.

Insomma si trattava di un esercizio di pura satira che, però, non fu gradito, in primis agli operatori turistici liguri, in secundis alla Regione guidata dall’ex ministro e sindaco di Genova, Claudio Burlando. Tanto che proprio la giunta regionale decise di coinvolgere i comici di Colorado Café in una sorta di spot al contrario, dove lo slogan principale era: «La torta di riso non è finita».

Vi si spiegava che gli operatori turistici liguri erano professionisti esperti che da sempre accolgono nel migliore dei modi gli ospiti italiani e stranieri. Furono anche organizzati corsi di aggiornamento. La Regione spese alcune decine di migliaia di euro (si parla tra i 60 e i 90mila euro).

Il risultato? Un flop.

Almeno secondo il test che abbiamo effettuato in queste settimane. Sdp, infatti, ha replicato l’inchiesta già realizzata il 6 febbraio scorso e che aveva avuto come protagonisti gli uffici turistici e i consorzi vinicoli del Piemonte.

In quella occasione, fingendoci un turista cinese, avevamo chiesto informazioni via posta elettronica. L’esito era stato devastante. Avevano risposto in pochi e male. Lo stesso abbiamo fatto con gli uffici turistici della Liguria. Il risultato è stato analogo. Alla mail del sedicente turista cinese, studente di italiano, residente ad Hong Kong e innamorato del Belpaese, hanno risposto in pochi e male.

Cominciamo dal risultato peggiore. Il 9 febbraio inviamo, con altre trentacinque, una mail di richiesta informazioni all’indirizzo turiprov@provincia.sp.it che è indicato dal sito www.turismoinliguria.it sponsorizzato da Regione Liguria e altri enti turistici e di promozione liguri. La risposta, con link che rimandano a siti e portali turistici, giunge il 18 febbraio, ben nove giorni dopo. Davvero un po’ troppo per chi, come il nostro turista, potrebbe programmare un viaggio in Liguria. Delle altre mail inviate ai contatti web forniti dal sito www.turismoinliguria.it, resta senza risposta, almeno fino al 19 febbraio, quella diretta a Imperia (infoimperia@rivieradeifiori.org).

C’è poi tutta una serie di messaggi mail che tornano indietro perché l’indirizzo non è più attivo, è errato o perché la casella di posta è “full”, cioè piena e quindi non può ricevere altro. In tutto le mail non andate a buon fine sono 17 su 35 inviate. In mezzo a questi messaggi persi c’è di tutto: dai siti internet inattivi da tempo, alle caselle, come abbiamo detto, non scaricate e quindi con il dubbio che qualcuno le utilizzi, alle indicazioni sbagliate.

Cose che il nostro turista di Hong Kong non poteva certo prevedere. Lui, infatti, come milioni di webnauti, si è limitato, fidandosi, a digitare su Google indicazioni logiche come “Turismo in Liguria”, “Iat in Liguria”,  e “uffici turistici in Liguria”. E questo ottenendo spesso informazioni sbagliate, obsolete o addirittura entrando in siti non aggiornati. Così al cinese capita di accedere al link “italianriviera.com” attraverso un portale www.perleditalia.it (sic!) che da una parte fornisce l’ingresso al sito www.inforiviera.it, portale turistico bello e completo della Provincia di Savona sostituto dell’inattivo, come scopriremo, www.italianriviera.com; ma poi, alla voce uffici del turismo per la regione Liguria, www.perleditalia.it elenca indirizzi mail sbagliati e inattivi come “italriviera.com o italianriviera.com”.

Il tutto sebbene www.inforiviera.it, ospitato da www.perleditalia.it, offra una lista dettagliata e completa di uffici e turistici con tanto di indirizzi e mail. La figuraccia, ça va sans dire, è assicurata.

Per fortuna in mezzo a tanta confusione ci sono esempi di efficienza.

Alle richieste del turista di Hong Kong hanno, infatti, risposto in tempi accettabili (da pochi minuti a tre giorni) una decina di uffici turisti contattati. Tra questi da segnalare quello della Regione Liguria da cui un solerte funzionario, che si firma Wolfhard Kahsler, non solo fornisce indicazioni di siti e link per scoprire ogni attrattiva turistica della terra ligure, ma spiega passo passo come utilizzare il portale web regionale per estrapolarne informazioni turistiche utili. Insomma un vero cicerone telematico che guida l’ospite virtuale cinese in un viaggio elettronico completo alla scoperta della patria del pesto e di Colombo.

Alla fine una torta di riso riuscita bene, tra tante, però, venute malissimo e quanto mai indigeste.

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it) info@saporidelpiemonte.it

 

View Comments (12) View Comments (12)
  1. Un messagio per Wolf Kahsler:

    Hallo Wolf, falls Du Dich an mich erinnerst und falls Du willst, lass vn Dir hören, ich würde mich sehr freuen!

    Dieter

  2. ne prendiamo atto e grazie per la segnalazione. Anche se all’epoca della nostra inchiesta, realizzata circa un anno fa, l’indirizzo inforiviera.it risultava attivo, eccome, in vari motori di ricerca e siti dedicati al turismo. E per la verità secondo registro.it, il sito-anagrafe dei domini internet, sarebbe ancora attivo, almeno fino al 22 febbraio 2011… saluti da Sdp

  3. Questo però, caro Tigullioweb, non giustifica il fatto che la rete sia infestata da siti o caselle di posta elettronica inattivi. Già è irritante che il web sia utilizzato male e poco da imprese private che si atteggiano a esempi di ricerca e modernità (quelle piemontesi del vino sono un esempio lampante), quando poi il pasticcio è a carico di strutture pubbliche pagate da tutti è ancora peggio. Per cui ok ai tanti “Wolf” (non vuol dire lupo?) del turismo, ma basta alle troppe pecore che belano alla luna.

  4. Abbiamo davvero bisogno di gente come il “caro Wolf”, che comunque non sbaglia nel fare presente che ci sono un sacco di persone che svolgono egregiamente il loro lavoro, che tuttavia rimane vanificato dal fatto che spesso si finisca col rivolgersi in buona fede a siti inattivi o con caselle di posta non seguite!

  5. Sono convinto, caro Wolf, che nulla accade mai per caso. E il fatto che qualche volta, non spesso purtroppo, al posto giusto ci sia la persona giusta ne è, a mio parere, una prova lampante. Specialmente quando si parla di pubblica amministrazione che ha a che fare con la gente.

  6. Ringrazio l’amico Danilo C. per le sue buone intenzioni. Ritengo, però, che in questa sede siano un pò fuori tema. Non siamo mica su You Tube o su un sito simile.

    L’articolo di Filippo Larganà non si interessa della mia persona di per sé ma di un certo disservizio pubblico tra cui emergono dei singoli tentativi volti a migliorare la situazione. Una delle persone che ne ha dato prova di corrispondere alle esigenze dell’ottanta percento circa delle richieste turistiche e che ne ha elaborato un documento standard, adattabile alle esigenze individuali, porta per caso il mio nome.

    Vorrei inoltre ricordare che tanti operatori nel mio campo svolgono un servizio al pubblico ottimo che però in questa indagine non hanno trovato l’occasione per darne prova della loro capacità e efficienza.

    Ringrazio comunque Filippo Larganà per la sua valutazione positiva del lavoro da me svolto.

  7. E noi di Sdp, caro Cocco, sia pure a qualche mese di distanza da quell’inchiesta, siamo felici della felicità degli amici del sig. Kahsler, efficiente addetto all’ufficio turistico della Regione Liguria che rispose in tempo utile e in modo esauriente alla richiesta di info di un sedicente turista cinese (noi medesimi). E speriamo che l’esempio del “bravo Wolf” sia seguito anche da altri suoi colleghi.

  8. Sono da oltre un ventennio un fraterno amico del sig. Kahsler citato nell’articolo. Sono felice che abbia mostrato la dovuta sollecitudine e gentilezza nei confronti di un potenziale ospite. Da lui non mi sarei aspettato niente di diverso, forse perché ha lasciato da molti anni la nativa Berlino ed ha ben presente le difficoltà che può incontrare uno straniero al suo primo impatto con una realtà diversa.Bravo Wolf.
    DANILO COCCO

  9. Perché non parlare anche della celebre ospitalità degli alberghi liguri, dove se si ha un bambino – tranne poche e mirbili eccezioni – si è trattati come degli appestati?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Previous Post

Dolcetto dei Terrazzamenti, un vino-panda da salvare. Subito

Next Post

Piemonte turistico (al rallentatore): 18 giorni per rispondere ad una mail dalla Cina

Pubblicità