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Tartufo nero: ecco la promozione “di carta” e un convegno in terra di Moscato. Tutto fatto su iniziativa degli enti locali. La Regione Piemonte? “Benedice” e fornisce esperti

Tuber melanosporum o nero opregiato
(da www.comune.canelli.at.it) Tartufo nero pregiato, Tuber melanosporum Vitt

Il tartufo nero del Piemonte protagonista di un depliant e di un convegno nella terra del moscato. La comunità collinare “Tra  Langa e Monferrato” (sede a Costigliole d’Asti), con il concorso di altri enti del territorio, ha appena dato alle stampe un piccolo pieghevole con immagini e notizie sul fungo ipogeo delle varietà parenti del Tuber Magnatum Pico, il celebrato e costoso tartufo bianco d’Alba. Vi si tratta, in modo sintetico, forse troppo, di territorio, ricerca, raccolta, gastronomia. Titolo: “il Re si veste di nero”. Dovrebbe essere distribuito in eventi e sagre, tra cui il convegno previsto a Canelli il 10 maggio. All’enoteca regionale, in corso Libertà, dalle 9 a mezzodì, esperti parleranno degli aspetti agronomici e economici del tartufo nero, che a differenza del bianco può essere coltivato; delle sue qualità e del ruolo delle associazioni locali per la sua promozione come prodotto di eccellenza del territorio. Info: 0141.820259 o sportellounico@comune.canelli.at.it. Intanto ancora silenzio dalla Regione Piemonte, che qualche mese fa aveva intenzione di lanciare in grande stile il progetto legato al tartufo nero “L’oro nero del Piemonte”. Niente campagna di comunicazione sul “nero”,che forse partirà in autunno, niente grandi eventi per richiamare media e pubblico; solo tecnici inviati in rassegne locali per spiegare aspetti della coltivazione e dell’eventuale sfruttamento economico del prodotto.  

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