In tanti avevano promesso interessamento, apertura di tavoli di confronto, azioni di sostegno. Martedì 29 dicembre 2009 Massimo Fiorio, parlamentare astigiano del Pd, segretario della Commissione Agricoltura della Camera, ha annunciato di avere «avviato incontri». La speranza è che servano a qualcosa.Gancia e Martini & Rossi, i due colossi che hanno annunciato l’intenzione di lasciare il Consorzio di tutela dell’Asti presieduto da Paolo Ricagno, non sembrano infatti avere intenzione di tornare sui propri passi.
Anzi nel Canellese si parla di una “letterina di Natale” che i vertici Gancia avrebbero mandato ai propri conferenti le uve moscato. Il tenore sarebbe grosso modo, magari con un taglio un po’ più soft, quello del comunicato stampa con cui, una decina di giorni fa, si era annunciava lo strappo. In estrema sintesi: ci siamo stufati di stare nel Consorzio. Rispetteremo gli accordi con i produttori di uva. Ma adesso vogliamo fare fuoco con la nostra legna. Punto.
Da parte sua l’on. Fiorio prova a mediare e dichiara che «nonostante il periodo festivo» (e vabbè) è impegnato a cercare di tenere alta lattenzione, a tutti i livelli, sui noti problemi dellAsti d.o.c.g. Sottolinea: «Dopo la clamorosa uscita dal Consorzio di tutela di Martini & Rossi e Gancia la mia maggiore preoccupazione è che col 2010 venga messo in discussione al ribasso o peggio ancora salti, l’accordo interprofessionale che è il cardine che regge lintero comparto, garantendo un reddito adeguato alle migliaia di viticoltori che nelle provincie di Asti, Alessandria e Cuneo coltivano circa 10.000 ettari a Moscato. L’esempio dell’ultima vendemmia – aggiunge -, nella quale tutte le altre uve sono state pagate molto meno della precedente, in qualche caso addirittura sotto il costo effettivo di produzione, deve far riflettere tutti su possibili scenari che comporterebbero gravissime conseguenze economiche per l’agricoltura del sud Piemonte».
Fiorio parla anche dell’utilizzo dei fondi per la promozione del prodotto in Italia ed all’estero (27 milioni su 40 sarebbero da spendere) e si dichiara deciso ad essere parte attiva «nel seguirne da vicino l’evoluzione».
Infine rivela di avere incontrato il presidente del Consorzio dell’Asti, Paolo Ricagno, e di avere in agenda incontri con «alcuni responsabili delle principali Cantine Sociali ed altri produttori importanti che vinificano le uve Moscato». Lo scopo è quello di «inquadrare con gli interessati i possibili scenari organizzativi e di marketing che verranno a crearsi nei prossimi mesi».
Il deputato piemontese assicura passi anche in Parlamento e chiude con un appello simile a quello inviato prima di Natale dal ministro leghista all’Agricoltura, Luca Zaia, che aveva invitato tv pubbliche e private a scegliere spumanti italiani per i brindisi televisivi. Dice: «Mi auguro che tutti i piemontesi brindino in occasione del Capodanno con l’Asti Spumante».
Bravo. Per una volta la difesa dell’enologia italica è diventata bipartisan, senza se e senza ma.
Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)