Barca italiana, brandizzata Maserati (Ferrari/Fiat), skipper italiano, ma quando si tratta di festeggiare niente vino italiano ma Champagne. È l’ultima stupidata di vip a italianità alternata. Esageriamo? Ecco i fatti. Alle 10 e 31 minuti del 16 febbraio 2013 (19.31 ora italiana) Giovanni Soldini, famoso velista amico di gente come Oscar Farinetti e Carlo Petrini che dell’enogastronomia non hanno fatto solo business ma una bandiera da difendere, insieme all’equipaggio di Maserati Vol 70, barca a vela sponsorizzata dalla nota marca di supercar (proprietà Fiat, ex Ferrari dove lavora Montezemo, quello di Italia Futura) hanno tagliato la linea del traguardo sotto il Golden Gate Bridge di San Francisco,aggiudicandosi lo storico record della Rotta dell’Oro. «La tratta – riferiscono le cronache – percorsa prevedeva la circumnavigazione dell’America del Sud da New York a San Francisco, per la categoria dei monoscafi: il nuovo record è di 47 giorni, 0 ore, 42 minuti, 29 secondi, mentre quello precedente – stabilito nel 1998 da Yves Parlier su Aquitaine Innovations – era di 57 giorni e 3 ore».
Che bravo! Bravi tutti. Se non fosse che sotto il famose ponte, il nostro Soldini, quello che solo pochi mesi fa era in barca con l’omino coi baffi Farinetti (http://www.7mosse.it/) per una traversata enogastro-politica con chef e produttori di vino italici, che fa? Stappa un paio di magnum di Champagne, anche di una marca “media” per così dire, come fosse un Alonso qualsiasi sul podio di un Gp.
Ora qualcuno potrà dire che lo Champagne in questione fosse uno sponsor dell’impresa, ma sul sito della barca (http://maserati.soldini.it/) non ce n’è traccia. Mentre ci sono Maserati e altri sponsor tutti italiani a parte Bsi, quei bravi ragazzi dei banchieri svizzeri. Punto.
E allora? La sensazione è Soldini & c., da buoni italiani, siano cascati nel solito provincialismo italiota. Neppure un sussulto di sano nazionalismo. Subito a baciare i piedi dei cugini francesi che in fatto di marketing e nazionalismo, al contrario di noi, non sono secondi a nessuno.
Ma non solo solo loro i colpevoli dell’ennesima occasione persa. La responsabilità è anche di Case spumantieri immobili che, nonostante abbiamo a disposizioni prodotti che vendono decine di milioni di bottiglie (Asti, Prosecco, Franciacorta, Alta Langa) restano a guardarsi l’ombelico gridando alla crisi senza riuscire a guardare più in là del proprio naso.
A loro ricordiamo quello che diceva Steve Jobs, quello della Apple, non proprio uno qualsiasi: “Investire nella pubblicità in tempo di crisi è come costruirsi le ali mentre gli altri precipitano”.
Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)
Caro Maury… é il tuo punto di vista. io la penso come ho scritto e Farinetti e Eataly c’entrano eccome… quanto a Marchionne ha più culo che anima… ha datori di lavoro inetti e governi compiacenti e di tutti i colori…
caro FIlippo il riferimento a Farinetti e Eataly nel titolo mi sembrano fuorvianti, in questo caso non c’entrano un tubo. C’entra piuttosto Marchionne, il quale sa benissimo che il concetto di lusso rappresentato da Maserati, in USA, si abbina allo Champagne e non certo all’Asti o al Prosecco. Franciacorta e Alta Langa li conoscono solo pochi intenditori, all’americano medio non dicono nulla. Che poi a Marchionne non importi una cippa dell’Italia è cosa ampiamente nota, lo dichiara pure in televisione.