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Roberto Marmo (Cantina sociale di Canelli) entra nel Cda del Consorzio di tutela dell’Asti e del Moscato docg
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Roberto Marmo (Cantina sociale di Canelli) entra nel Cda del Consorzio di tutela dell’Asti e del Moscato docg

 

Consigliere Provinciale Marmo_Roberto
Roberto Marmo (Cs Canelli)

Il presidente della Cantina sociale di Canelli, Roberto Marmo, è entrato nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio dell´Asti e del Moscato, presieduto da Paolo Ricagno. Lo si apprende da una nota stampa dell’enopolio. Marmo, già sindaco di Canelli e per due volte presidente della Provincia di Asti con anche incarichi politici importanti in ambito Ue, da alcuni anni è alla guida della cooperativa che, sotto la sua direzione, secondo i dati diffusi mesi fa, ha più che raddoppiato le vendite di bottiglie. «Non solo – si legge nella nota – la Cantina in qwuetsi anni ha garantito il reddito ai conferenti di uve, tutelando il loro lavoro e la loro indipendenza». Al di là di numeri e dati è vero che oggi, la Cantina sociale canellese, i cui vini hanno ottenuto, anche recentemente premi e riconoscimenti, è una delle realtà più vive e attive del panorama enologico piemontese con prospettive che appaiono ancora tutte da sfruttare. «I mio incarico del Cda del Consorzio – ha commentato Marmo – è la conferma che la Cantina Sociale di Canelli è oggi al centro di un movimento virtuoso che premia chi ha sempre operato bene, con conti in ordine e programmi aziendali credibili e realizzabili. Oggi – ha continuato il presidente – la società cooperativa che ho l´onore di guidare, una delle più antiche della nostra regione, è ad un punto di svolta i cui risultati avranno ricadute favorevoli su tutta l´area».

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  1. Provate a bere una coppa di moscato doc dopo una fetta di pane casareccio con quel salame crudo delle nostre parti e vedrete che si può abbinare il dolce gusto del nostro oro giallo con molti
    cibi salati!!

  2. Scommetto che il 70% delle famiglie piemontesi hanno nel loro frigorifero
    almeno una bottiglia di coca cola e noi nella terra del moscato forse non riusciamo
    ad avere una bottiglia di nettare dorato ogni 10 famiglie.

    Perchè non incentivare i bar piemontesi a servire il moscato d’Asti abbinandolo
    magari a qualche stuzzichino anche salato a un prezzo modesto?

    Forse non vinceremo con la cocacola ma allargheremmo il mercato…

    ciao Roberto!!

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