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“Rimpastino” al Consorzio dell’Asti: Marzagalli resta presidente, Ricagno (Stefano) tra i 4 vice, Marasso (F.lli Martini), Bianco (Terrenostre) e Molinari (Bacardi Martini). Imbottigliati 100 milioni di pezzi. In vista la richiesta di sblocco di 5 quintali/ettaro
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“Rimpastino” al Consorzio dell’Asti: Marzagalli resta presidente, Ricagno (Stefano) tra i 4 vice, Marasso (F.lli Martini), Bianco (Terrenostre) e Molinari (Bacardi Martini). Imbottigliati 100 milioni di pezzi. In vista la richiesta di sblocco di 5 quintali/ettaro

Dopo il rientro nel Consorzio dell’Asti docg di Martini&Rossi, Fontanafredda e Toso, l’ente di di piazza Roma ha proceduto ad un rimpasto del Cda. Si legge nella nota ufficiale diramata questa mattina: «Il Presidente Gianni Marzagalli, eletto per la prima volta nel 2012 è stato confermato all’unanimità alla presidenza per il triennio 2014-2016.

Gianni Marzagalli
Gianni Marzagalli

Al suo fianco quattro vicepresidenti. Per le Case spumantiere sono stati eletti: Massimo Marasso (F.lli Martini) e Giorgio Molinari (Gruppo Bacardi Martini); per la parte agricola Felicino Bianco (cantina cooperativa Terrenostre) e Stefano Ricagno (figlio di Paolo Ricagno, ex presidente Asti docg e attuale presidente del Consorzio del Brachetto ndr) dell’Antica Vineria. La riunione del Consiglio ha sancito il ritorno nel Consorzio dell’Asti di importanti marchi come Martini&Rossi, Fontanafredda, Toso che consentono al sodalizio di avere ora la rappresentanza del 93% tra i produttori di Asti docg e del 68% per il Moscato d’Asti docg».

Quindi qualche precisazione su come è formato il nuovo Cda: «Il Consiglio del Consorzio è composto da 27 membri: 16 rappresentanti delle Case spumantiere, 6 della cantine cooperative, 2 dei vinificatori, 2 dei viticoltori e uno per le aziende vitivinicole. Le aziende che sono iscritte al Consorzio di tutela (risultano più di 700 in maniera diretta e 1300 in quanto soci aderenti a cantine cooperative) rappresentano oggi l’87% dell’intera denominazione».

E le prime dichiarazioni ufficiali di Marzagalli: «… il presidente  ha sottolineato il vasto fronte di impegno promozionale e di controlli del Consorzio», e del direttore generale, Giorgio Bosticco: «ha confermato i dati positivi emersi dalle rilevazioni di fine anno. L’imbottigliato nel 2013 è risalito a 74,2 milioni di bottiglie di Asti docg con un incremento del 10% sull’anno precedente e a 25,2 milioni per il Moscato d’Asti docg con una crescita del 6%. In totale sono stati sfiorati i cento milioni di bottiglie (99 milioni 441 mila) con un incremento del 9% su base annua». E un annuncio: «Questa ripresa del mercato ha ridotto le giacenze e indotto il Cda del Consorzio a richiedere alla Regione Piemonte lo “sblocco” di quei 5 quintali ad ettaro di uva raccolta la scorsa vendemmia che, se confermata dall’assessorato regionale, potrà essere ora rivendicata a pieno titolo come produzione a docg, portando la resa a 100 q/ettaro. Per i produttori di uva lo sblocco equivale ad un incasso in più di circa 500euro ettaro di vigneto».

Insomma tra le pieghe del “rimpastino” anche una buona notizia per i vignaioli. Resta da vedere come le altre anime del mondo del moscato (Assomoscato, Ctm, vinificatori) accoglieranno queste novità. L’auspicio di molti è che il settore si compatti lasciando da parte diatribe e divisioni.

SdP 

Qui la prima intervista a Marzagalli, realizzata dal canale Bouquet Tv

View Comments (3) View Comments (3)
  1. @Filippo-Adriano Leggo: 16 rappresentanti dell’industria, 10 rappresentanti che dipendono dall’industria ed un libero vitivinicolo…il resto è cronaca. E’ giusto che sia così avendo l’industria in mano il 95% delle vendite.
    L’industra deve assumersi le proprie responsabiltà e se le sta prendendo…mentre per i contributi al consorzio per adesso “prende” ai contadini 100 euro ad ettaro.
    Buon Moscato d’Asti Spumante..dei Sorì

  2. @Filippo-Adriano leggo 16 rappresentanti dell’industria, 10 rappresentanti che dipendono dall’industria e un libero vitivinicolo….il resto son parole, ma è giusto che sia così l’industria ha il 95% del mercato e deve assumersi le proprie responsabilità e se le sta assumendo.
    Buon Moscato d’Asti Spumante dei Sorì
    giovanni bosco

  3. “Resta da vedere come le altre anime del mondo del moscato (Assomoscato, Ctm, vinificatori) accoglieranno queste novità. L’auspicio di molti è che il settore si compatti lasciando da parte diatribe e divisioni”

    Ecco, appunto, sarebbe ora che capitasse….ma purtroppo, conoscendo gli “attori” ho forti dubbi in proposito…..

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