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Reato di “lesa spumantesità”

asti

È la solita storia. Per il brindisi di fine anno il solito vip in tv stappa non una bottiglia di spumante italiano, ma una di champagne francese con tanto di etichetta a favore di Camera. È accaduto al direttore di Raiuno, Del Noce, l’ultimo giorno dell’anno sul primo canale Rai. E il giorno dopo sono piovute le critiche e le polemiche da parte di chi vorrebbe più attenzione ai prodotti italiani. Ok, siamo d’accordo: un po’ di autostima ci vuole. Però adesso basta. Dopo anni e anni a dire che il nostro vino è più venduto di quello degli “odiati” cugini d’Oltralpe, smettiamo di piangerci addosso. Lo Champagne continua ad essere lo Champagne, lo spumante italiano lo spumante italiano. Differenziamoci, non scimmiottiamo. Inventiamo nuovi eventi e strategie commerciali, non inseguiamo chi da secoli è uno status symbol del lusso enologico, in tutto il mondo. Insomma piantiamola di pestare i piedi altrimenti scadiamo nel ridicolo, come quelli del consorzio del Prosecco che hanno mandato lettere a destra e manca per lamentarsi del fatto che un’enologa non avrebbe consigliato per bene le bollicine venete nel corso di una trasmissione Rai (ancora la tv di Stato nella bufera enologica). E via! Siamo seri. Siamo italiani, mica la moglie del premier francese!

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