
Il Piemonte del gusto? Lo sponsorizza la Liguria. Il panorama del moscato? L’alta montagna. Bizzarrie post-Capodanno? No è tutto vero ed è accaduto domenica 3 gennaio 2010 nell’ambito del programma Linea Verde di Rai Uno, condotto da Massimiliano Ossini.Dunque nella prima domenica dell’anno, come era stato annunciato dal Consorzio dell’Asti, è andato in onda uno speciale sul Piemonte del gusto. Si è parlato delle eccellenze enogastronomiche. Soprattutto dell’Asti spumante e del Moscato d’Asti, ma anche di bue grasso, del cappone nostrano, del torrone artigianale alle raviole al “plin”.
Insomma tutto lo scibile della cucina tipica di quella “mezzaluna fertile”, in fatto di agroalimentare di qualità, che è il Sud Piemonte compreso tra le province di Cuneo, Asti e Alessandria.
Nel programma, con Ossini che ha saltabeccato di qua e di là, tra un elicottero e un giro in calesse, sono comparsi un po’ tutti: dal presidente del Consorzio dell’Asti, Paolo Ricagno, a Lamberto Vallarino Gancia, della quinta generazione della famiglia che ha inventato lo spumante italiano, dai cuochi Lidia Alciati e Walter Ferretto, tra le stelle della cucina piemontese e italiana, a Donato Lanati, enologo, wine-maker e guru del vino, non solo quello piemontese.
Si è parlato di vino, vigne, borghi, buona tavola, prodotti tipici (ci è sfuggito, se c’è stato, un accenno al progetto Unesco). In tv si son viste tavole imbandite, bande musicali, costumi tipici, contadini al lavoro (alcuni, per la verità, con i lineamenti più slavi che piemontesi). Sullo sfondo, a fare da quinta, sono apparsi gli immancabili politici e amministratori locali.
Alla fine c’è stato il consueto brindisi (questa volta a base di brodo di cappone) con il sorriso smagliante di Ossini che ha ringraziato «questa bella regione che ci ha ospitato» e dato appuntamento a «domenica prossima». È partito l’applauso. Dissolvenza. Poi lo spot che ha annunciato che il programma appena andato in onda è stato offerto dall’associazione per il turismo della… Liguria.
La Liguria? Eh sì, proprio la Liguria. Perché la pubblicità è l’anima del commercio e quelli della Rai mica si potevano far scappare gli “sghei” liguri, che già di loro non sono proprio munifici.
Così han messo lo spot rivierasco in coda ad un programma tutto centrato sul Piemonte. «Che alla fine ci confina anche con la Liguria», avranno pensato quei geniacci della tv di Stato.
Infine se andate sul sito della trasmissione (http://www.lineaverde.rai.it) troverete una sintetica presentazione del programma sull’Asti spumante e, a corredo, una stupenda foto di… montagne innevate. Uffa! Il moscato si coltiva in collina, non sul Monviso! Ma a quelli della Rai che “gglie fregga, Faje vedè ‘a nnevve, che tanto ar Nord fa semprre freddo”
Il solito pasticcio all’italiana. Non bastava che il bel programma sull’Asti spumante andasse in onda ben dopo Natale e Capodanno, passato cioè il picco delle vendite per le bollicine italiane; ci doveva essere anche l’ennesima beffa estemporanea: il vino piemontese reclamizzato anche con l’aiuto delle “palanche” dei cugini liguri. Che va anche bene, per carità, ma dà l’impressione forte che per quelli di Linea Verde una regione valga l’altra.
Peccato, perché il programma è stato bello e gradevole. Non fosse stato per data di messa in onda e sponsor inopportuni.
Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)
Prima il Palio di Asti definito “ammazzacavalli” per gli incidenti ai cavalli (che capitano anche negli ippodromi di tutto il mondo), poi la giostra del “pitu” a Tonco, definita sanguinaria perché prevede che i cavalieri bastoni il cadavere di un tacchino (pitu in piemontese); ora la polemica della signora Dalla Chiesa contro il cappone di San Damiano “stimato” da morto. È proprio ora che queste anime belle la piantino con il loro animalismo da quattro soldi. La dieta umana è onnivora, non vegeteriana, quindi comprende anche la carne che si ottiene con l’uccisione e la macellazione di animali. Punto. Possiamo discutere sui metodi, servirci di mezzi meno “sanguinari” di una volta. Tuttavia il risultato non cambia. L’animale ci rimette sempre la pelle. E chi si scandalizza per il pitu preo a bastonate o per il cappone morto fatto vedere ai bambini, dovrebbe riservare le sue ire per fatti più gravi che riguardano bipedi nostri simili. Il resto è pura ipocrisia
Condividendo totalmente i pensieri dei colleghi giornalisti (Filippo Larganà e Adriano Salvi) e ringraziando Franco per avere suggerito il bel giochino su “Google”, vi segnalo la ciliegina sulla torta: oggi in chiusura del programma Forum su Canale 5 (pochi istanti prima del Tg5 e quindi con un share maggiore), la conduttrice Rita Dalla Chiesa, leggendo un’e-mail di protesta di un telespettatore, ha sparato a zero sulla puntata di Linea Verde di domenica 3 gennaio affermando che “è da bollino rosso”, in quanto veniva fatto stimare dai bambini un cappone morto (visto il mio cognome concedetimi di toccare… ferro) appeso in una gabbia, regalandolo poi al bambino che si era avvicinato di più al peso perché lo portasse alla maestra per cucinarlo. Quindi, oltre a brindare con il brodo di cappone (che farà anche bene per curare i malanni di stagione) anziché l’Asti o il Moscato d’Asti, gli abitanti di San Damiano d’Asti hanno fatto pure la figura di “cattivi predatori di pennuti”, tirandosi l’antipatia di tutti gli animalisti italiani!!!
Caro Adriano, hai ragione, ma resto dell’idea che mettere quello spot sul turismo in Liguria sia stata una vera buffonata. Questioni di “danè”, certo, ma a me risulta che il servizio di Linea Verde sia stato sponsorizzato, non so in che misura, anche da enti e consorzi piemontesi. Se così fosse la réclame rivierasca è stata un “grasso che cola” inopportuno e indebito e i piemontesi, se avessero gli attributi, dovrebbero protestare. Invece non accadrà nulla, come al solito.
Tutto sommato meglio che in passato…dalla Rai romana non è che si possa pretendere molto di più….almeno affidassero la scaletta e le riprese servizi regionali alla Rai di Torino, ce se non altro un astigiano….ma come farebbero poi a movimentare tutto quell’ambaradan che paghiamo noi con il canone?
Quanto alla pubblicità penso (spero) che abbiano chiesto prima alla Regione Piemonte, al rifiuto optando per la Liguria, se così fosse hanno fatto benone ed è già tanto che non ci fosse la pubblicità del Prosecco, per altro ormai prodotto da tutti gli spumantieri piemontesi (sigh)…….pecunia non olet……..
Il che, caro Franco, conferma la mia analisi: tra molti professionisti alla Rai ci sono anche un buon numero di cialtroni che non solo non sanno fare il loro mestiere, ma che non hanno neppure una vaghissima idea di come si faccia comunicazione corretta. E poi ci chiedono anche il canone! Mah
La foto del sito di linea verde e’ la prima che hanno trovato facendo una ricerca, con la parola piemonte, su GoogleImmagini.
Provare per credere! Ci e’ andata ancora bene…
La foto in questione e’ una vista panoramica di Limone Piemonte.