
Non si affievoliscono le polemiche attorno al brindisi a base di Prosecco che si è consumato qualche domenica fa sul palco del Rally del Moscato organizzato sulle colline di Santo Stefano Belbo, nel Cuneese, patria delle bollicine dolci piemontesi. A tenere banco l’eno-gaffe di cui si sono macchiati gli organizzatori che ai piloto vincitori saliti sul palco per le premiazioni hanno fatto trovare magnum di spumante veneto invece che di Asti o Moscato docg.
Sono seguite polemiche roventi sui media. Sdp ha intervistato piloti e sindaci, tutti indignati per il reato di lesa-moscatesità. Nella querelle si è inserito anche Roberto Marmo, parlamentare astigiano del centrodestra e presidente della Cantina Sociale di Canelli, che ai sindaci della zona di produzione del Moscato, 52 Comuni tra le province di Asti, Cuneo e Alessandria, invia un consiglio. Eccolo.
«Ho letto sulla stampa locale e anche su alcuni siti Internet della “eno-gaffe” che si è consumata domenica scorsa a Santo Stefano Belbo nel corso della premiazione del Rally del Moscato, quando sul palco, invece di magnum di Asti spumante o Moscato d’Asti docg, sono comparse bottiglie di Prosecco.
Ora, al di là della scarsa sensibilità di festeggiare con un vino a denominazione veneta una manifestazione sportiva che porta il nome di un vitigno piemontese tra i più pregiati e tipici della zona e con alle spalle una filiera importante per l’economia piemontese e italiana bisognosa di stabilità e promozione, il mio consiglio ai sindaci della zona dove si coltiva l’uva moscato per la denominazione Asti, cioè quella compresa nei 52 Comuni a cavallo delle province di Asti, Cuneo e Alessandria, è di emanare un’ordinanza nella quale si indichi solo ed esclusivamente l’Asti e il Moscato d’Asti docg quali vini da utilizzare in caso di cerimonie ufficiali che prevedano brindisi o comunque la presenza pubblica di bottiglie di vino.
Si eviterebbero situazioni imbarazzanti, come quella di domenica scorsa, e nel contempo si darebbe un primo segnale per educare la nostra gente, vignaioli e industriali compresi, a considerare l’Asti e il Moscato docg non solo prodotti da vendere e acquistare, ma veri e unici testimonial di un territorio che attraverso la sua enologia d’eccellenza è conosciuto in tutto il mondo.
La promozione del nostro territorio attraverso i prodotti di eccellenza è un treno che non possiamo perdere. Lo dico come parlamentare del Sud Piemonte, ma anche come imprenditore presidente di una delle più antiche cantine sociali della regione associata al Consorzio per la Tutela dell’Asti e del Moscato».
On. Roberto Marmo
Ma l’On. Marmo quale? Quello che fino ad un paio d’anni fa produce nella C.S. di Canelli il PROSECCO&MOSCATO. Oppure sempre quello che ha portato la C.S. di Canelli a produrre il Canej, noto prodotto frutto del territorio!
Un pò di serietà e di coerenza per favore.
per bosco…qualcuno si è offeso quando gli hai dato degli struzzi, adesso vediamo se qualcun altro se la prende dopo essersi sentito dire dai veneti di non capire un …azzo di vino!!!!!
@Adriano. concordo. @Giovanni: abbiamo incassato i complimenti dei colleghi blogger trevigiani che hanno gradito le nostre corrispondenze, e a breve ne faremo un post… così giusto per puntualizzare la figura di m…
Ho l’impressione, con tutto il rispetto, che si sia sollevata la classica tempesta in un bicchier d’acqua, o meglio di moscato……la manifestazione in questione e decisamente “minore” la gaffe è stata indubbiamente pesante, ma in fin dei conti poteva passare tranquillamente inosservata come pare sia successo in precedenza…trovo invece molto più preoccupante che la commissione paritetica del moscato non trovi un accordo per l’ormai imminente vendemmia e le parti continuino a litigare, proprio nel momento in cui, il Moscato trova sempre più richiesta sul mercato e l’Asti tiene le posizioni fatto che di questi tempi non è che sia poi tanto estendibile ad ltri vini, fatta eccezione per il Prosecco che viaggia a vele spiegate e che forse anche in questo caso raccatta un pò di pubblicità gratuita. Quanto alla proposta di Roberto Marmo, conoscendolo bene colgo la sua “provocazione”, augurandomi tuttavia che non sia necessario diramare “editti” per fare i mondo che gli amministratori locali si rendano conto che il Moscato è una risorsa,,,,,,non mi faccio da decenni una ragione sul fatto che sia tanto difficile capirlo….eppure….
il prosecco di Cartizze del comune di Valdobbiadene in provincia di Treviso è uno dei più apprezzati prosecchi che si producono. A una dozzina di khilometri di Valdobbiadene vi è uno dei più importanti campi da golf l’Asolo Golf Club, presso il quale ha sede il “circolo dei saggi bevitori”.
Pensavo che alla notizia del prosecco al rally del moscato festeggiassero, invece andate a leggere cosa hanno scritto….essì Emilio Fede direbbe “che figura di m…”
Buon Moscato d’Asti
giovanni bosco
presidente CTM
@ Mario: hanno già risposto Giovanni Bosco e Luca Vola, non mi resta che quotarli. La cultura del territorio e l’orgoglio per il medesimo non si impongono nè si costruiscono a colpi di folcloristiche ordinanze che rischiano di avere lo stesso effetto delle “Grida” manzoniane. E il fatto stesso di dovervi ricorrere la dice lunga sullo stato dell’arte. Con tutto, io non contesto la proposta di Marmo in quanto tale; mi limito semplicemente a ritenerla inutile.
@Mario, io ho risposto ad una provocazione con un’altra provocazione che forse ti è sfuggita. Non credo di essere incoerente, visto che sono quarant’anni che mi batto per il Moscato d’Asti, prima come venditore di una ditta di Santo Stefano Belbo e poi come movimento d’opinione.La proposta viene dal presidente della Cantina Sociale di Canelli che vende l’uva dei propri soci ad alcune ditte e poi imbottiglia e commercializza milioni di bottiglie di Canej rosè fatte con vino di dove?
Come vedi l’incoerenza abita da altre parti.
Buon Moscato d’Asti
giovanni bosco
presidente CTM
Comprendo le ragioni di chi giudica quella di Marmo una forzatura, ma anche quelle di chi, davanti a cadute di stile così eclatanti come quella di Santo Stefano Belbo, vorrebbe segnali chiari. Per me la proposta del parlamentare, che mi dicono, è anche presidente di una cantina sociale, sarà anche al limite, ma almeno dimsotra che ci sono politici che hanno a cuore la nostra agricoltura. E non è poco in un momento in cui già si parla del quarto (o terzo?) ministro dell’agricoltura. @Luca: hai ragione quando parli di legge elettorale: è una schifezza che siano stati elette persone non scelte la popolo, ma dalle segreterie dei partiti, a destra come a sinistra. Tornando al rally dle prosecco vorrei chiedere – ma foirse non avrò risposta – ma perché per chi non era d’accordo con la presenza del Prosecco alle premiazioni del rally di Santo Stefano non è sceso dal palco? Nelle foto ho visto solo facce allegre e spnesierate, nessuno “atapirato”… ma siamo sicuri che se ne erano accorti che le bottiglie erano di prosecco? buona giornata a tutti…
a me invece frega parecchio del ministro indagato per mafia come del fatto che vengano eletti non per capacità ma in base a promesse e al fatto che ne sono cambiati 3 (tra poco4?) in un anno è indice di quanto interessi l’agricoltura al nostro governo..(pensare che è un settore così poco strategico..). mi spiace contraddirti ma non sono proprio d’accordo con te!” STUPIDO SENSO DI APERTURA VERSO TUTTO E TUTTI”. mi spiace ma forse hai sbagliato regione! non ti è mai capitato di sentire dire dai contadini “tanto il nostro moscato andrà sempre perchè è il migliore”, “prodotti così non ce n’è” e via dicendo. ma ti pare questa sia apertura? a me sembra tutt’altro. anzi è il miglior modo per arenarsi. e visto che sono sempre citati in questo blog francesi barolisti veneti etc vorrei proprio vedere se si sarebbero sognati di brindare con l’asti e se hanno per caso un’ordinanza che ne vieti l’uso.
Ragazzi (@Giovanni, @Gianluigi e @Luca), se posso dire la mia mi sembrate piuttosto incoerenti. Da una parte fate gli ortodossi del moscato, parlate di rilancio, di cultura del territorio, di tutela e quant’altro, poi, quando un parlamentare fa una proposta, provocatoria fin che si vuole, ma cxhe è e resta una proposta concreta per tirare fuori dal buco le amministrazioni comunali che sono le prime a fregarsene del moscato, allora gli date addosso e dite che no, non si può fare, che la cultura non passa attraverso le ordinanze. Ma andiamo! Siate un po’ realisti! Secondo me soffrite della sindrome del bastian contrario. Il prosecco di vinifica anche in Piemonte perché è un business. L’Asti e il Moscato non sono solo business, lo predicate anche voi, sono cultura, tradizioni, paesaggio. Ebbene spiegatemi che male c’è a tutela tutto questo con un’ordinanza dei sindaci. È protezionismo? È campanilismo? Ma ben venga! È ora che noi piemontesi la piantiamo lì con questo fair play che non paga oggi e non ha mai pagato in passato. I veneti si bevono e parlano solo dei loro vini, i toscani idem. Solo noi piemontesi siamo tanto fessi da brindare a Prosecco al Rally del Moscato. Ma per cortesia! Quanto ai contadini… vogliamo fare quel giochetto che dicono in tanti e chiedere ai viticoltori che vini hanno nel frigorifero… vedrete che pochissimi avranno moscato o asti. Che almeno i Comuni, che sono le stanchissime sentinelle del territorio, si attrezzino! Che siano emanate ordinanze non solo per obbligare i brindisi pubblici con Asti e Moscato, ma anche a stappare bottiglie di Asti e Moscato ai matrimoni che si celebrano in Comune, nelle feste delle Pro loco della zona di produzione, in tutte le feste di associazioni di volontariato che facciano riferimento in qualche modo ai Comuni. Protezionisti e campalisti? Ebbene sì… vivaddio e tanti saluto a quetso stupido senso di apertura a tutti e a tutto che ha fatto assopire per sempre il nostro orgoglio di essere piemontesi. Noi siamo la regione più vinicola d’Italia, qui abbiamo il barolo, il moscato, l’asti, il barbaresco, barbere da favole e bianchi, ebbene sì, anche vini bianchi, che ono tra i migliori del mondo. E noi che facciamo? ci accapigliamo tra noi, spaccando il capello in quattro. Così non andiamo da nessuna parte… intanto veneti, toscani e… francesi, se la ridono. p.s.: a me del ministro indagato per mafia, scusate, non frega una mazza, ma se domani obbligasse tutte le ambasciate d’Italia ad avere un cartone di Asti spumante e uno di moscao e uno per ognuno dei vini piemontesi e italiani, scusatemi, ma non avrei proprio nulla in contrario.
Certe cose non si impongono per decreto; o ci si crede, o non ci si crede. Dare la colpa al magazziniere distratto è comodo, ci solleva dalle responsabilità che abbiamo tutti. Il fatto, in definitiva, è che non ci crediamo.
Del resto, quante bottiglie di Prosecco escono (e sono uscite) dalle cantine di Santo Stefano Belbo? E quante dalla Cantina Sociale di Canelli? E nella stessa Canelli fino a non molto tempo fa non era il Pinot di una primaria Casa produttrice dell’Asti che dava il benvenuto ai visitatori?
Ogni tanto mi vien qualche dubbio sulle mie capacità di intendere e volere, viste le mie dure prese di posizione. Credo fermamente che la zona del Moscato d’Asti e dell’Asti Spumante meriti un maggior interessamento ai due prodotti da parte della gente e delle istituzioni, ma “emanare un’ ordinanza comunale per brindare in zona solo con i due nostri vini” mi sembra che il problema stia sfuggendo di mano.
E’ come obbligare le cantine sociali ad imbottigliare solamente i vini prodotti con le uve dei propri soci…………………
Buon Moscato d’Asti
giovanni bosco
presidente CTM
io invece se posso dire la mia non condivido assolutamente la proposta..mi sa di qualcosa di troppo campanilista..quasi protezionistico. secondo me queste cose andrebbero lasciate al BUON SENSO e a quel minimo di CULTURA del territorio che tutti dovremmo avere…trovo una cosa davvero deprimente dover brindare per legge con i nostri vini nelle occasioni pubbliche…forse i nostri politici si occupassero davvero dei reali problemi dell’agricoltura sarebbe meglio.. (la notizia che il nostro neo ministro sia stato rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa non mi ha fattto certo fare i salti di gioia..)
Come Piemontese, Barolista, Astita e Moscatista, (ndr) condivido pienamente l’opinione dell’Onorevole Marmo, non si può in terra natia brindare con un vino, arrivato molto dopo il Moscato e l’Asti, e con cui la nostra terra non ha alcuna radice, pazienza fosse stato un “ALTA LANGA”, che merita tanto di cappello e che ha bisogno di farsi conoscere.
Mi stupisco che oltretutto tra gli organizzatori ci sono persone che vivono con il reddito del Moscato, scusate e come se qui a Serralunga d’Alba in zona di Barolo e Moscato brindassimo con il nostro nemico di sempre il Brunello (nemico a contendersi lo scettro di re dei vini), vero oggi il prosecco è il preferito di molti buongustai ed è diventato luogo comune in molti aperitivi in zona, ma lasciamolo alle regioni senza “Bollicine” in casa brindiamo con il Moscato, io stesso la scorsa settimana ho brindato per il mio compleanno con un 3 litri di Asti, probabilmente questa gaffe non è stata davvero voluta, magari per un errore di un magazziniere distratto a cui è stato chiesto qualche magnum, e ha preso il primo a casa, il fatto grave, che una volta capito l’errore nessuno è andato in un bar piuttosto che in un enoteca a procurarsi qualche bottiglia di Asti.
Il mio pensiero, in accordo con l’onorevole Marmo, rimane lo stesso per occasioni ufficiali, brindare con un vino della zona sicuramente, con scopo di educare le persone, poichè nessuno è miglior cliente che se stesso.
Non conosco l’On. Marmo. Mi sembra che la proposta sia in qualche modo ragionevole. Chissà se verrà presa in considerazione dai sindaco del Moscato che, per la verità, in questo periodo un po’ latitano… grazie e buona giornata. Mario