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Novità. Vermuth e Asti Secco docg “no solfiti”, Toso lancia la linea Gamondi e le prime bollicine dry a base moscato senza solforosa

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Ingredienti scelti con cura e lavorati a mano, grappoli di moscato selezionati con l’aiuto dei vignaioli e un’enorme passione per il proprio lavoro e il proprio territorio. Questi gli ingredienti alla base di due prodotti che la Toso, Casa vitivinicola cuneese con sede a Cossano Belbo, ha presentato ieri, venerdì 14 dicembre.
Si tratta della linea di Vermuth firmati Gamondi, antico marchio liquoristico con origini acquesi e oggi, insieme al Toccasana Negro, famoso amaro d’erbe nato nella Langa Astigiana, controllato dalla famiglia Toso, e di un Asti Secco docg dichiarato a zero solfiti. Conferenza stampa di presentazione nello stabilimento sulla strada che collega Santo Stefano Belbo, paese di origine dei Toso, allo stabilimento cossanese.
Consueto tour tra vasche, autoclavi e reparti di produzione, con aperitivo nel bel museo di contadinerie con annessa foresteria. Qui gli assaggi del sorprendente Vermuth Rosso di Torino Superiore, in purezza, con ghiaccio (poco) e una fetta di arancia e dell’Asti Secco docg senza solfiti. Per entrambi il racconto dei fratelli Pietro, Gianfranco e Massimo Toso, aiutati da Chiara Toso, terza generazione della famiglia, e dall’enologo Erica Enzo. E così si scopre che per l’Asti Secco senza solfiti, voluto per andare incontro a chi ha intolleranze verso questo elemento di conservazione del vino, il progetto è partito l’anno scorso con visite in vigna a scegliere posizioni e viti che fornissero grappoli di moscato il più possibile sani in modo da riuscire ad adottare tutte le procedure necessarie a evitare sviluppo e utilizzo di solforosa.
«Un progetto in cui crediamo molto e per il quale abbiamo avuto la completa collaborazione dei vignaioli. È stato un bel segnale da parte loro» fanno sapere dalla Toso.
Ed ecco l’Asti Secco Saruné, uno spumante a docg, metodo Martinotti, da uve moscato bianco piemontese, con un gusto e un carattere del tutto originali. Nel Saruné, come per la versione con solfiti, il sentore tradizionalmente aromatico del moscato si sente, ma senza il dolce e l’abbinamento con aperitivi e a tutto pasto è naturale. Come è naturale accostare i Vermuth Gamondi ad aperitivi e cocktail di alto livello.
Anche in questo caso la scelta delle materie prima ha fatto e fa la differenza. Un esempio per tutti: le arance amare della Liguria sbucciate a mano. Va da sé che si tratta di produzioni limitate e molto selezionate.
Resta il tempo, al di là delle strategie commerciali e aziendali, di considerare come in questi ultimi tempi il Piemonte del beverage, ma anche quello del cibo, del turismo, del paesaggio e del rispetto ambientale, stia dando segnali di estrema vivacità con progetti e iniziative che, ci auguriamo, siano di stimolo anche alle istituzioni, locali e no, pubbliche e no, in grado di supportare, agevolare, aiutare, sia in ambito nazionale che dentro o fuori della Ue.

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

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