Al netto delle banalità («Il paesaggio va salvato e tutelato perché è un patrimonio», «invitate giornalisti e blogger nelle vostre aziende parleranno di voi perché sanno nulla di voi e del vino che producete») beh, la presentazione del “Giro del Nizza”, che si svolgerà il prossimo 23 aprile, è stata cosa buona e giusta. Ottima la location scelta, Palazzo Mazzetti ad Asti nel segno di una sinergia tra capoluogo astigiano e zone vitivinicole.
Slow Food e Associazione produttori del Nizza, vino nato come sottozona della Barbera d’Asti che oggi ha dignità di docg autonoma con propria denominazione, organizzano il tour da sette anni con crescente successo.
Lo stesso successo che coinvolge il Nizza confermato dal presidente dei produttori associati, Gianni Bertolino quando dichiara una produzione potenziale dell’ultima vendemmia pari a quasi 800 mila bottiglie (+45% rispetto al 2015). «Ma le nostre stime dicono che si può arrivare a oltre 4 milioni di bottiglie» aggiunge il produttore-presidente.
Ovvio che, con queste aspirazioni, si pensi anche a una autonomia maggiore del vino che già in molti guardano come il “Barolo” a base barbera.
In questo senso non mancano voci, gossip enologici, che sembrano indicare come possibile addirittura un distacco del Nizza dal Consorzio di Tutela della Barbera, presieduto da Filippo Mobrici. Il quale, alla presentazione del Giro del Nizza, ha avuto parole di elogio con qualche leggero distinguo che si potrebbe tradurre così: “bene il Nizza che va avanti, ma non dimentichiamoci le altre realtà come Ruché e Freisa che stanno crescendo”.
Insomma la sensazione è che ci siano dialoghi a distanza. Ora ci sarà la pausa di riflessione del Vinitaly, che comincia il 9 aprile. Porterà consiglio, in un verso o nell’altro.
Intanto indicazioni precise sul “Giro del Nizza” si trovano qui. E qui sotto la nostra intervista a Gianni Bertolino.
Video e reportage fotografico sono di Vittorio Ubertone
fi.la.
La video intervista
