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Manifestazioni. Ecco “Nizza è Barbera”: degustazioni, musica e notte bianca per confermare l’orgoglio del vino simbolo della capitale del Monferrato

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Nizza Monferrato capitale della Barbera d’Asti e del Nizza docg, ma anche del Monferrato astigiano e di un sistema che comprende un’area vasta, da Canelli ad Acqui Terme, nel segno della “rossa” declinata in tutte le sue migliori espressioni, insieme ad altre eccellenze vinicole, Asti e Moscato docg in testa, enogastronomiche, la celebre robiola di Roccaverano dop, e a eccezionali e uniche attrattive di territorio: dalle Cantine storiche canellesi da cui è partita la candidatura che ha portato i paesaggi vitivinicoli piemontesi a diventare 50° sito Unesco patrimonio dell’Umanità, alle colline, ai borghi d’arte, ai palazzi storici, alle strade di campagna da cui si vedono panorami mozzafiato.
Tutti spunti che sono venuti fuori nel corso della presentazione di “Nizza è Barbera”, la manifestazione dedicata al grande vino piemontese che si svolgerà a Nizza Monferrato dal 13 al 14 maggio prossimo.
Non una festa di paese, quindi, con tutto il rispetto per eventi che sono la spina dorsale del Belpaese, ma qualcosa di più: un colpo d’ala d’orgoglio piemontese e astigiano. Merce rara di questi tempi. Con la consapevolezza (altra rarità per il Piemonte) di avere i piedi su un enorme patrimonio storico non clonabile, originale e unico.
Ne hanno parlato l’assessore regionale Ferrero, il sindaco di Nizza, Nosenzo, il presidente del Cosorzio della Barbera, Mobrici, dell’enoteca regionale di Nizza, Damerio, il vicepresidente dei produttori del Nizza docg, Daniele Chiappone, l’assessore comunale di Nizza, Marco Lovisolo, il presidente di Astesana Strada del Vino, Chiarlo.
Da tutti sono partiti richiami a un comandamento fondamentale: solo una vera unità d’intenti può fare crescere il Piemonte vitivinicolo e turistico.
La festa “Nizza è Barbera” (info e programma sono sul web qui e su Facebook qui) con le sue iniziative, dalle degustazioni alla notte bianca, dalla musica agli incontri di cultura, è uno strumento importante non solo per fare incoming, cioè per attrarre turisti italiani e non, ma anche per indurre quella coscienza di sé che i piemontesi, in generale, sembrano avere perso.
Certo il mondo del vino è molto attivo ed effervescente, ma, come è emerso anche dalle nostre interviste, restano vitali i collegamento con il turismo, la cultura, la storia, il paesaggio e la sostenibilità (tra l’altro l’assesssore Ferrero ha anticipato un concorso regionale che premierà le aziende vinicole più sostenibili) attraverso i quali costruire un sistema virtuoso.

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

Le video interviste


Simone Nosenzo
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Mauro Damerio

Giorgio Ferrero
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Filippo Mobrici

Stefano Chiarlo
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Le fotografie

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