Se n’è andato come i grandi attori di teatro, a sipario chiuso, dopo l’ultimo spettacolo. Mario Cornero, titolare del ristorante astigiano La Fioraia, ha accusato un malore ieri, dopo aver chiuso il servizio serale. Un dolore sordo, lacerante. Immediata la chiamata al 118, la corsa in ospedale e, dopo poche ore, il decesso per un improvviso quanto letale aneurisma.

Cornero era un virtuoso della ristorazione, un grande protagonista dell’accoglienza in una terra di eccellenze enogastronomiche com’è l’Astigiano. Con la moglie Ornella e figli Manuela e Maurizio, conduceva “La Fioraia” a Castello d’Annone, paese a due passi dalla città di Alfieri abbarbicato su una collina che domina la valle del Tanaro.
Aveva 69 anni e una vita vissuta intensamente fatta di lavoro e sacrificio, ma anche di amici e di gioie. Nel 1971, insieme all’altra metà del suo cielo, Ornella, aveva rilevato il ristorante. Lui in sala, lei in cucina. Ruoli distinti e collegati, cementati da un’intesa automatica che confinava con la telepatia. Lo schema classico delle coppie che oltre al menage famigliare condividono anche la professione.
Così il “team” vincente di Mario e Ornella aveva dato vita ad un ristorante tra i più rinomati in Piemonte e in Italia, celebrato dalle guide, ma anche soprattutto dai clienti che erano conquistati dall’accoppiata vincente di un’accoglienza senza pari, curata da Mario, e dalla “mano” di cucina eccezionale di Ornella.
Negli anni il ristorante di famiglia aveva acquistato i due figli, Manuela e Maurizio. E i successi erano continuati.
Piero Fassi, contitolare del Gener Neuv di Asti, altro ristorante astigiano, e amico dei Cornero, ricorda con parole spezzate Mario: «Avevamo cominciato l’attività negli stessi anni. Per me era come un fratello. Tutte le parole buone che si possono dire e scrivere Mario le merita tutte. Un carattere gioviale, allegro, aperto, lo aiutava in uno dei lavori più difficili del mondo: accogliere gli ospiti sempre col sorriso sulle labbra. Lui era un maestro anche in campo enologico, un profondo conoscitore dei vini, Barolo in testa. Mi mancherà»

Commosso anche il ricordo che Roberto Ferretto, contitolare del Cascinale Nuovo di Isola d’Asti e presidente dell’associazione che raggruppa ristoratori e albergatori astigiani, ha affidato alla sua pagina Facebook: «Il nostro impareggiabile collega – scrive – si è spento all’improvviso lasciando sgomenti chi, molti, in tutti questi anni lo hanno apprezzato per la sua professionalità e la sua umanità. Molto di lui ci mancherà, a molti mancherà. Mancherà all’Associazione dei ristoratori astigiani la sua partecipazione intelligente come membro dell’esecutivo,mancherà ai colleghi la possibilità di riferirsi ad una storia umana e professionale esemplare, mancherà ai clienti la sua capacità di relazione, la sua affabilità. A me – conclude Ferretto – mancherà un amico sincero, mancheranno le nostre cene del lunedì, i suoi consigli, il suo buon umore. Addio Mario che la terra ti sia lieve, da oggi in Paradiso anche gli angeli impareranno il buon bere in allegria».
Sdp