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L’acqua calda (spagnola) in barattolo

NUEVO LIBRO RECIÉN SALIDO DEL HORNO

«La cucina per impostori sta conquistando la Spagna» strillano in questi giorni giornali e siti Internet che informano dell’ennesimo furbone in via di arricchimento grazie alla business della gastronomia. Spieghiamo: un burlone iberico, da qualche tempo, imperversa nella terra dei toreri e di Miguel Bosè e di Zapatero, dispensando consigli su come fare bene da mangiare con cibo confezionato. E nel Paese dello superchef Ferrand Andrià (che per la verità ultimamente sta collezionando stroncature) hanno gridato allo scandalo. Facendo il gioco del furbastro che pubblica libri, incassa euro e popolarità. Eppure non è altro che acqua calda in barattolo. Da anni, infatti, cuochi e chef, anche stellati, usano (anche) cibi in scatola o conservati oltre alle materie fresche. Questo non impedisce creatività e buona cucina, ci mancherebbe. Inutile soffermarci sui beceri errori dei media che parlano, a torto, di cucina taroccata. Infine una curiosità: tra le sue ricette paralcule l’autore del blog cucinaparaimpostores.blogspot.com descrive anche, con abbondanza di parallelismi politico-culinari, un risotto alla Berlusconi. Manca, però, una ricetta dedicata al Bambi-Zapatero o a Nik Sarkosy in Bruni. E questa sì che è una cosa al savor de tarocco.

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