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L’Asti contro le eno-patacche. Parte dalla Russia la guerra delle bollicine dolci piemontesi ai vini taroccati

esempio di bottiglie di Asti contraffatte (fonte: Consorzio di Tutela)

Nell’anno in cui il Consorzio per la Tutela dell’Asti docg supera il traguardo delle cento milioni di bottiglie vendute nel mondo partolo le azioni legali a livello internazionale per tutelare il marchio “Asti”. Lo si apprende da una nota ufficiale diffusa dall’ente nel quale si precisa che: «recentemente nella Federazione russa sono state messe in commercio bottiglie di Asti contraffatto da parte di tre aziende che producono Asti Santino, Lady’s Asti, Moscato d’Asto».

Inoltre i legali del Consorzio hanno contestato con successo tre domande di marchio relative a vini che sfruttavano l’immagine. Si tratta dei marchi Asti Fiesta, Asti Bortoli e Asti SV già presenti nella grande distribuzione russa.

Di tutto questo si parlerà mercoledì 27 aprile, nella sede del Consolato italiano di San Pietroburgo nel corso di una conferenza stampa alla quale parteciperà il presidente Paolo Ricagno. «Ricorderà – anticipano dall’ente consortile – che a livello comunitario si definisce con DOP il nome di una regione, di un luogo determinato, di un paese che serve a designare un vino le cui caratteristiche siano legate a un particolare ambiente geografico e ai suoi fattori naturali e umani, a condizione che le uve da cui è ottenuto provengano esclusivamente da tale zona geografica e sia ottenuto da varietà di viti appartenenti alla specie vitis vinifera».

L’organismo che tutela l’Asti ricorda che nella Federazione russa la denominazione di origine protetta ASTI è stata riconosciuta a seguito di deposito avvenuto il 4 giugno 2008 e che «attualmente sul mercato russo sono presenti 14 etichette. Ma ultimamente, con la crescita di popolarità del prodotto, il problema delle contraffazione è diventato più pressante». Per questo qualche anno fa, primo in Italia, il Consorzio dell’Asti ha sviluppato un programma per la tracciabilità del prodotto che consente, attraverso la lettura del codice di registrazione della bottiglia che può essere immesso in uno speciale form sul sito Internet www.astidocg.it, di rintracciare tutte le fasi di produzione del vino: dalla data di vendemmia, fino al luogo del suo imbottigliamento.

Alla conferenza stampa, aperta ai media internazionali, parteciperà, oltre al presidente Ricagno, anche il Console generale d’Italia a San Pietroburgo Faiti Salvadori. Inoltre un sommelier offrirà in degustazione alcune fra le principali etichette di Asti docg e Moscato d’Asti docg presenti in Russia e spiegherà come distinguerli dai prodotti contraffatti.

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