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In arrivo 400 mila euro per rilanciare la Barbera docg. Previsto anche un sito web insieme a pubblicità su giornali

La Barbera docg avrà la sua brava campagna pubblicitaria. Lo ha dichiarato in anteprima a Sdp il presidente del Consorzio di tutela dei vini d’Asti e del Monferrato, Enzo Gerbi.L’azione pubblicitaria costerà 400 mila euro. I primi annunci sono previsti in primavera del prossimo anno, altri sono in calendario per l’autunno 2010. Sono programmate inserzioni su giornali, tabelloni su mezzi pubblici e anche sul web con un sito Internet che sarà dedicato proprio al vino protagonista della campagna di valorizzazione.

«È una prima risposta alla grave crisi che ha colpito la Barbera docg» ha detto Gerbi che proprio su Sdp, pochi mesi fa, commentando lo stato di disagio del comparto aveva auspicato il reperimento di fondi, sia pubblici che privati, da destinare ad una campagna di rilancio e valorizzazione. Evidentemente gli appelli del Consorzio sono stati accolti.

Ha aggiunto Gerbi: «Il progetto è in fase di definizione. Stabiliti immagine, slogan e canali di comunicazione. Il tutto sarà presentato nell’ambito di un grande evento che potrebbe vedere al centro il territorio di produzione della Barbera».

Da ricordare che da qualche anno a questa parte la Barbera è oggetto di speculazioni e forti ribassi del prezzo delle uve. Un deprezzamento che aveva preoccupato e ancora preoccupa fortemente i viticoltori che stanno alla base della filiera di uno dei vini simbolo del Piemonte.

F.L.

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  1. Caro Vittorio, lungi da me l’intenzione peregrina di ridurre qualcuno al silenzio (io faccio il giornalista professionista apposta per far parlare la gente!), men che meno un operatore come te che ha avuto il tempo e la voglia di esporre le sue idee in questa eno-piazzetta virtuale. Anzi ti invito, se lo vorrai, a commentare e intervenire sui temi che sceglieremo di seguire e che tu giudicherai interessanti. È questo che noi di Sdp vogliamo fare: far circolare notizie e idee che, altrimenti, sarebbero relegate in angoli nascosti o poco visibili dei media tradizionali. E hai proprio ragione quando segnali l’assenza di tracce del progetto di promozione da 400 mila sul sito consortile del Barbera. Se è per questo le “news” del portale sono ferme a più di un anno fa. È questo fare comunicazione del vino? Devo tuttavia rilevare che quelli della Barbera sono i meno peggio della nidiata. Ci sono siti e portali Internet consortili e di associazioni pubbliche che sono messi veramente male. E questo sarebbe il nuovo corso delle eccellenze del Piemonte? Mah. Comunque grazie per l’invito (appena sono da quelle parti te lo dico) e a proposito, perché mi dai del lei? In Sdp ci diamo tutti del tu, oltre ad essere meno formale è più diretto e utile per capirsi meglio.
    Ricambio di cuore le cordialità
    Filippo Larganà

  2. Caro Filippo, Grazie per aver avuto la pazienza di discutere: i rischi di discussioni da primarie indubbiamente ci sono, come si vede dalla vasta partecipazione a questo dibattito: a due!!
    Quando ha tempo venga a trovarmi alla Fiammenga; sarò particolarmente lieto di riceverLa per conoscerla e per una “seria” degustazione e chiacchere.Leggerò con interesse le vostre News, e in silenzio.
    A proposito: il sito del Consorzio non fa parola dell’inziativa da 400000 Euro: non sarebbe educativo per i vignaioli inserirla? I nostri indirizzi sul sito ci sono.
    cordialmente, vittorio Radicioni

  3. Non credo, caro Vittorio, che la decisione consortile di una campagna promozionale sulla Barbera sia stato un imperio della presidenza, piuttosto credo sia nata da un dibattito che andava avanti da mesi. Lo stesso presidente Gerbi, proprio attraverso un’intervista esclusiva a Sdp, aveva anticipato il progetto. Informare i consorziati? Bella idea di confronto diffuso, molto politically correct, ma secondo te se si fosse avviato un tale dibattito di quanto si sarebbero allungati i tempi per decidere di agire? E alla fine si sarebbe agito veramente o, come sempre accade in Italia, rimandato ad libitum? Business e marketing esigono il decisionismo, anche a costo di sbagliare. Per il resto vedremo come si svilupperà la campagna del Consorzio. Io, per natura, sono ottimista e in questo periodo di vacche magre è sempre meglio muoversi che stare immobili.
    p.s. mai scusarsi della franchezza. Ce n’è così poca in giro…

  4. Bello,tutto fatto,sembrano gli arcana misteri.Francamente, sarebbe stato meglio informare a tempo debito i consorziati: le iniziative a scatola chiusa non hanno riflessi diffusi, non coinvolgono,non sono motori di iniziative ripetute sul territorio.Personalmente devo ringraziare la vostra Newsletter se ho scoperto l’iniziativa: ma come è possibile?
    Sarei curioso di sapere come farà il consumatore che dovrebbe essere sollecitato dalla campagna pubblicitaria a riconoscere la Barbera DOCG dalle altre in commercio a prezzi che effettivamente valgono la loro, diciamo, qualità.Da un collarino? Divertente. Non sarebbe stato meglio organizzare,in modo industriale o se preferite manageriale,il raccordo prodotto-campagna pubblicitaria, ad esempio chiedendo ai produttori, per tempo, un’evidenziazione “marcata” sulle loro bottiglie?
    Le analogie con il Moscato a mio parere non tengono:quel consorzio, finchè regge, stabilisce regole, impianti,prezzi. Per il Barbera non esiste niente di tutto questo, con tutte le immaginabili conseguenze.E vorremmo cambiare la situazione con una campagna pubblicitaria: ma non è mettere il carro davanti ai buoi?
    Scusate la franchezza.

  5. Caro Vittorio, i tuoi interrogativi sono leciti e li giriamo pari pari a Enzo Gerbi, presidente del Consorzio di tutela della Barbera. Dall’intervista che ci ha concesso, tuttavia, sembra che la campagna sia già a buon punto. Forse già decisi agenzia e slogan. Di sicuro canali di comunicazione e budget. Sono d’accordo con te sull’approccio manageriale (più che industriale) al progetto. Per quanto riguarda i risultati sarei più cauto. In un mondo come quello del vino piemontese che dal punto della comunicazione (pubblicitaria e non) per decenni, ma anche ora, vive di luce riflessa, manca di progetti d’alto livello, naviga a vista e preferisce affidarsi al “potrei ma non voglio”, invece che “voglio e quindi posso”, ecco in queste condizioni sia benvenuta la campagna pro Barbera. Che, però, non resti uno spot isolato. In questo senso sarebbe bello che istituzioni locali e regionali, ma anche aziende vinicole più o meno blasonate accendessero altri spot sull’onda di quello consortile. Penso a mini e medi eventi sul territorio, a mini e medie sponsorizzazioni di manifestazioni. Le tante, forse troppe, sagre della Barbera sono anche ok, ma, a mio avviso, manca ancora un colpo d’ala generale. L’obiettivo non è di poco conto: salvare il reddito dei viticoltori, quello delle aziende e salvare un territorio che s’interca con quello di altri vini mito del Piemonte, Moscato in testa.

  6. Il problema è complesso, va trattato con un approccio industriale, adeguato alla spesa non indifferente e sopratutto che coinvolga il consumatore, non che accontenti il produttore.

  7. aggiungo che le campagne collettive non sono facili:ricordate “chi beve birra campa cent’anni”?.Non posseggo sondaggi sui risultati: sarà fatta una gara fra agenzie? sottoposte a test le soluzioni?comunque: a chi beve barbera….?

  8. Esatte le premesse, giusta l’iniziativa.Tuttavia desidererei maggiori informazioni: come sarà articolata la campagna, quali i temi, i testimonial ecc. ecc…Sappiamo bene che l’efficacia della pubblicità dipende da molti fattori: sottoporrete, a chi avrà interesse ad esaminarlo, il programma? grazie dell’attenzione

  9. Vorrei precisare che tutta la campagna promozionale in via di definizione sarà dedicata alla BARBERA D’ASTI DOCG E NON genericamente alla Barbera, vino che rappresenta la stragrande maggioranza della produzione Barbera sia come territorio viticolo che come numeri di produzione. Per quanto riguarda la realtà delle aziende che utilizzano o no il web, è comunque la fotografia della nostra denominazione, ricordiamoci che oltre il 50% delle aziende che imbottigliano Barbera d’Asti hanno una produzione inferiore alle 5000 bottiglie. Buon anno alla BARBERA D’ASTI e a tutti i suoi produttori. Enzo Gerbi.

  10. Caro Adrian, hai ragione. Anche nel mondo del vino, in fatto di informatica e comunicazione siamo ancora all’analfabetismo. Del resto le inchieste che noi di Sdp abbiamo realizzato lo dimostrano ampiamente. Io comunque non dispero e vedo piccoli (ma piccoli) segnali di sviluppo. Per il resto sono contento che la Barbera creda a se stessa. non è poco in una regione come il Piemonte, dove l’individualismo è, specialmente adesso, imperante. Il rischio da evitare è, semmai, che si tratti di un’azione spot fine a se stessa. Infine una precisazione, Gerbi ha parlato di un sito dedicato non alla Barbera, ma proprio alla campagna promozionale che questo vino come oggetto.
    Auguri e buona Barbera anche a te

  11. Sono ovviamente ben lieto che qualcosa si muova nel mondo della Barbera, il Consorzio ritorna alla promozione e chi come me si occupa di Barbera da decenni non può che esserne soddisfatto.
    Una sola annotazione: un sito dedicato alla Barbera esiste da oltre 10 anni (www.barbera.it)è in cima ai motori di ricerca ed è stato tra i primi in Italia tra quelli decicati ad un vino in specifico.
    Detto questo, non certo per avallare primogeniture ma alla luce di esperienze non sporadiche e radicate “sul campo”, o meglio “in vigna”, suggerirei al Consorzio di avviare anche un campagna informativa e magari qualche corso pratico…presso i produttori di Barbera sulle potenzialità che Internet ha da tempo acquisito e che molti di loro (non solo gli anziani) purtroppo continuano ad ignorare. Ancora troppo poche le Cantine che dispongono di siti aggiornati con sufficente regolarità ed al passo con l’evoluzione del mezzo, ma quel che è peggio che, da una ricerca precisa da me effettuata, sono ancora molte (troppe) le aziende agricole che producono Barbera ed altri vini nell’astigiano che, all’alba del 2010, non dispongono di un collegamento in rete e di conseguenza almeno di una casella di posta elettronica. Di queste qualcuna (non tutte) ha un fax , con la posta elettronica certificata destinato molto presto a diventare un pezzo da museo……Non avendo un collegamento Internet tutte queste realtà produttive sono in pratica ferme ai “segnali di fumo” verso l’universo mondo…altro che promozione…..
    Comunque speriamo bene ed Auguri di Buon Anno e Buona Barbera

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