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Il ricordo. L’intervista del 2011 a Lorenzo Vallarino Gancia. «Il territorio è il nostro specchio e noi dobbiamo essere lo specchio del territorio. I giovani il futuro della nostra storia»

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Oggi (9 ottobre) a Canelli, nell’Astigiano, c’è stato l’ultimo saluto a Lorenzo Vallarino Gancia, l’imprenditore che fu anche a capo dell’azienda spumantiera di famiglia, scomparso due giorni fa, a 87 anni, dopo una lunga malattia. Davanti alla chiesa di San Leonardo, a pochi passi dal Castello che domina la città dello spumante, tante persone che hanno reso omaggio al “dottor Renzo”: amici, colleghi imprenditori, amministratori pubblici, cariche dello Stato e delle Forze dell’Ordine, dipendenti ed ex dipendenti della Gancia insieme a molti canellesi. Un segnale di quanto il territorio abbia riconosciuto a Lorenzo Vallarino Gancia un rullo di prima grandezza nel tessuto sociale non solo nazionale, ma anche del paese natale della famiglia che inventò il primo spumante d’Italia più di un secolo fa.
E noi di SdP abbiamo deciso che il nostro tributo all’uomo che ebbe tanta parte della vita della Gancia e anche della candidatura, poi diventata investitura, dei paesaggi vitivinicoli piemontesi a Patrimonio Unesco, è questa intervista. Si tratta di una conversazione con il nostro Filippo Larganà con le riprese del regista e videomaker, Andrea Icardi, che nel 2011 intervistò Lorenzo Vallarino Gancia nell’ambito del progetto “Asti Spumante” promosso dalla Comunità collinare “Tra Langa e Monferrato”.
Gancia parla della candidatura Unesco che auspica vada, come accadrà tre anni dopo, a buon fine ma risponde anche su temi che a lui furono sempre molto cari come il territorio, l’ambiente, i giovani. Emblematica una sua frase: «Il territorio è il nostro specchio e noi dobbiamo essere lo specchio del territorio in cui viviamo». Ecco, forse un insegnamento che in molti dovrebbero tenere a mente oggi.

SdP

 

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