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Il premio “Francesco Arrigoni” alla start up agricola piemontese Maramao. Quando solidarietà fa rima con dignità

Riprendiamo dal sito del Seminario Veronelli l’articolo di Luana Varalta che dà notizia della quarta edizione del premio intitolato al giornalista Francesco Arrigoni. Il riconoscimento è andato a una cooperativa sociale agricola del Sud Piemonte Maramo che si occupa di rifiugiati e richiedenti asilo. Questa volta, però, il progetto rurale non è solo solidale, assistenziale, ma punta a riqualificare uomini e donne che hanno bisogno di aiuto e dignità. E questo succedde nel cuore di quei paesaggi vitivinicoli piemontesi che sono diventati il 50° sito Unesco d’Italia Patrimono dell’Umanità, il che, forse, dà un senso in più anche a questo riconoscimento. Anche questo è un “sapore del Piemonte”.

SdP

 “È giunto alla quarta edizione il Premio Francesco Arrigoni, riconoscimento  “a una iniziativa contraddistinta da una forte valenza etica” in memoria di Francesco Arrigoni, giornalista bergamasco e primo direttore del Seminario Veronelli prematuramente scomparso nel 2011.

Il Premio – giunto alla quarta edizione – sarà consegnato dalla moglie Antonella Colleoni, insieme ai figli e ai componenti del Comitato Francesco Arrigoni, sabato 7 maggio alle 11 presso il monastero di San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo (Brescia).

Nella prima edizione, il 4 maggio 2013, è stata premiata Libera Terra, associazione nata con l’obiettivo del recupero sociale e produttivo dei beni confiscati alla criminalità organizzata, per ottenere prodotti di alta qualità attraverso metodi rispettosi dell’ambiente e della dignità della persona. Don Luigi Ciotti ritirò personalmente il premio a Provaglio.

Nel 2014 la scelta del Comitato ricadde sui pescatori di Lampedusa, sempre in prima fila in una catena di solidarietà e coraggio che fa onore ai lavoratori del mare. In loro nome e rappresentanza, ritirò il premio il pescatore-assessore Vincenzo Billeci.

Nel 2015 il Comitato volle dare un riconoscimento al duro lavoro del casaro sui pascoli di montagna e premiò una singola persona, anziché un’associazione o un gruppo, Guglielmo Locatelli.

12074755_473587172845393_9154814951787454668_nNel 2016 il Comitato Francesco Arrigoni ha scelto di valorizzare il progetto dei ragazzi di Maramao, start up agricola piemontese, «perché la loro esperienza dimostra che è possibile ideare e realizzare con successo una cooperativa strettamente legata alla terra, che è di tutti e dove tutti hanno o dovrebbero avere il diritto, riconosciuto, di lavorare e vivere con dignità».

Il Premio consiste in 5.000 euro e in un oggetto artistico realizzato da un allievo della Scuola d’Arti e Mestieri F. Ricchino di Rovato.

12798871_524387077765402_7764360132796110931_nIl progetto Maramao nasce nel 2014 da un’idea della Cooperativa Crescereinsieme. I terreni su cui sono coltivati gli ortaggi di Maramao sono di proprietà di privati che hanno affittato a basso costo o concesso in comodato gratuito appezamenti tra Canelli e Calamandrana, in provincia di Asti, coinvolgendo alcuni dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale ospiti dei progetti SPRAR, Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. Obiettivo del progetto di start up è far nascere e consolidare in 3 anni una cooperativa agricola sociale che coltivi, produca e trasformi non solo prodotti agricoli ma anche relazioni, approcci e modi di guardare all’altro.

Accanto alla produzione di ortaggi, cereali, uva, nocciole e prodotti trasformati quali passate di pomodoro marmellate, succhi di frutta, pane e vino coltivati e prodotti secondo tecniche di agricoltura biologica, la cooperativa lavora per promuovere integrazione sociale, benessere delle persone coinvolte e relazioni di fiducia sul territorio tra chi coltiva e chi consuma i prodotti”.

 

Francesco Arrigoni

Giornalista bergamasco di schiena dritta, morto improvvisamente a 52 anni, ha avuto una vita breve ma ha saputo riempirla di cose buone e giuste. Allievo di Luigi Veronelli, fondatore e direttore del Seminario Veronelli, è passato alle pagine del Gambero Rosso e poi, negli ultimi dieci anni, a quelle del Corriere della Sera. 

 

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