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I “figli” di Teo. Nella terra del moscato arriva la birra. Il mito Baladin fa proseliti… tra i giovani

Fare birra nella terra del vino. Non è una novità. Vent’anni fa Teo Musso, il patron del birrificio Baladin, la fabbrica di birra più famosa d’Italia, l’ha fatto in quel di Piozzo, nel Cuneese, a due passi dalla terra del Barolo. Qualche anno fa, in quel di San Marzano Oliveto, Luca Garberoglio, figlio di Bruna Ferro dell’azienda vinicola Carussin, aveva aperto il suo birrificio dove produce la sua birra “Clandestino” tra vigneti di barbera. Ora è la volta del moscato. Due ragazze, la rampolle di Casa Toso, azienda vinicola di Cossano Belbo ma con radici nella confinante Santo Stefano Belbo patria di Cesare Pavese e dello sport del balon (il pallone a pugno), nel cuore del terroir delle uve destinate a fare Moscato d’Asti e Asti docg, hanno avviato un birrificio.

Ecco come si presentano attraverso la nota stampa diffusa ai media: «A partire da gennaio è entrata nella gamma dei prodotti Toso la “2 Sorelle”, birra agricola prodotta nel birrificio La Dinda, a pochi chilometri dalla sede aziendale, da Federica ed Elisa, le figlie di Gianfranco Toso che hanno inventato questo modo originale di inserirsi nel business aziendale.

Federica e Elisa Toso
Federica e Elisa Toso

La nuova produzione ha trovato casa in uno splendido cascinale in pietra d’inizio ’800 edificato lungo la sponda sinistra del fiume Belbo e accuratamente restaurato negli anni scorsi. Costruito tra vigneti di uva Moscato, boschi e seminativi, oggi dedicati alla coltivazione dell’orzo necessario alla produzione di malto da birra, circonda una bella corte quadrata affacciata come un balcone sul fiume e la sua forma a ferro di cavallo si presta perfettamente ad ospitare, in sequenza, la sala cottura, i fermentatori, la linea d’imbottigliamento e il locale di rifermentazione.

Nasce dalla passione delle due giovani e preparate titolari – Federica è laureata in Scienze e Tecnologie alimentari, Elisa è diplomata in Comunicazione – una birra ad alta fermentazione in stile belga rifermentata in bottiglia, non filtrata, che scende nel bicchiere con un bel colore biondo dorato ed una spuma cremosa e spessa. Il suo sentore intenso e aromatico, finemente luppolato, accompagna il sapore fresco e amaricante verso un retrogusto pulito e persistente, in armonia con le sensazioni maltate.

La “2 Sorelle” viene prodotta, per il momento, in una sola tipologia dallo stile beverino e invitante, perfetta come dissetante, servita fresca ma non ghiacciata, attorno a 7°-9° C.

A tavola accompagna bene ogni spuntino fuori pasto, i salumi e i formaggi cremosi non piccanti, le fritture leggere di carni bianche e pesce.

Disponibile già alla fine di gennaio 2014, l’agricola bionda “2 Sorelle” viene confezionata nei formati 33 cl., 50 cl.,75 cl. e 1,5 l. e raggiunge la gradazione alcoolica finale di 5,5 %. Non più di un buon Moscato, tanto per restare coerenti al territorio»

Che dire di più? Nulla. Dunque evviva il vino e la birra che da un po’ in Piemonte hanno le loro “larghe intese” in nome del business del gusto.

SdP

 

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