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Gavi in trasferta. Per la prima volta il Consorzio va all’estero. Previsti eventi in UK e USA. Montobbio (Consorzio): «Denominazione ambasciatrice di vino e territorio»

«Per la prima volta andremo all’estero con due eventi che avranno al centro la nostra denominazione: il Gavi docg». Maurizio Montobbio, produttore e presidente del Consorzio del Gavi docg va dritto al punto e spiega: «Dei 14/15 milioni di bottiglie che produciamo e vendiamo ogni anno, il 75% va oltreconfine e il restante 15% è assorbito dal mercato italiano. La denominazione doveva considerare una sortita verso quei mercati che apprezzano il nostro vino. E così abbiamo deciso di organizzare due eventi: uno a Londra e uno a New York».

Maurizio Montobbio

Stando alle dichiarazioni del presidente il Gavi docg vende nel Regno Unito qualcosa come 4/5 milioni di bottiglie, mentre in USA le vendite sarebbero attorno ai 2,5 milioni, l’equivalente del mercato italiano. Periodo e altri particolari delle trasferte in UK e Stati Uniti sono in via di definizione. Tutto dovrebbe comunque svolgersi a giugno e settembre con un format di masterclass dedicate a giornalisti e operatori del settore. Non basta. Dice ancora Montobbio: «Parleremo di Gavi docg, lo faremo assaggiare, ne racconteremo le caratteristiche, ma parleremo anche del nostro territorio, dei nostri paesi e borghi, dei paesaggi e della natura, dell’arte e della storia dell’area del Gavi docg che deve essere divulgata come una delle grandi mete di enoturismo del Piemonte».

Insomma il messaggio del grande vino bianco a base di uve Cortese a turisti e winelover italiani e stranieri è che dentro alla bottiglia, oltre a una superba denominazione, c’è anche un territorio da scoprire con angoli di Piemonte ancora da apprezzare. Un invito ad allargare i propri orizzonti enoturistici mettendo in fila destinazioni storiche, come le Langhe e il Roero, a mete emergenti come il Monferrato, l’Astigiano e l’Alto Piemonte.
Basterà? Ancora non si può sapere. Intanto il Gavi docg mette il suo tassello per costruire una grande opera futura: il grande affresco del vino piemontese legato a nuove ed efficienti infrastrutture, percorsi museali accessibili, turismo verde consapevole e sostenibile, evoluzione digitale e dell’accoglienza enogastronomica, turistica e vinicola. Campanili permettendo.

fi.l.

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