Il Portogallo era uno dei primi mercati per la Fiat pre-Marchionne ora lo diventa per chi ha inventato le bollicine italiane, cioè la Gancia dell’oligarca russo Roustam Tariko, ormai salito a denetere oltre il 90% del pacchetto azionario dell’azienda che, dino a due anni fa, fu della famiglia Gancia.
Di legge nella nota stampa diffusa ieri: “Gancia che ha creato il primo spumante italiano, e Sogrape Distribuição SA, uno dei più grandi produttori e distributori di vini in Portogallo, hanno stipulato un accordo che garantisce a Sogrape Distribuição SA l’esclusiva per la distribuzione e la commercializzazione di Gancia in Portogallo”.
Nei dettagli Sogrape distriubuirà nel Paese della Rivoluzione dei Garofani, quattro varietà di spumanti Gancia: Asti, Asti Metodo Classico 24 Mesi, Prosecco, Valdobbiadene Prosecco.
Gancia, fondata nel 1850 e nota per essere “Il Primo Spumante Italiano”, ha un forte potenziale nel mercato portoghese degli spumanti, attualmente in forte crescita” affermano dal quartier generale di Canelli.
Com’è consuetudine, nonostante i venti crisi che sferzano l’Europa, sono improntate all’ottimismo le dichiarazione dei manager “testimoni” dell’eno-matrimonio. Ha dichiarato Manuel Sousa Pinto, amministratore delegato di Sogrape Distribuição: «Siamo lieti di aggiungere al nostro portfolio un brand importante come Gancia, riconosciuto in tutto il mondo per la sua qualità e la sua tradizione. Gancia presenta significative opportunità di crescita nel nostro mercato e non vediamo l’ora di portare il marchio a nuovi livelli di successo in Portogallo».
Gli ha fatto eco Sergio Fava, ad della Casa spumantiera canellese: «La storia leggendaria di Gancia e l’attenzione per la qualità – ha detto – sono le caratteristiche distintive dei nostri prodotti. Gancia vanta un patrimonio ineguagliabile: più di 150 anni di storia e di tradizione nella vinificazione, e con la rete distributiva e la forza marketing di Sogrape siamo certi di raggiungere il successo in Portogallo».
Non resta che fare gli auguri ai “novelli sposi” nella speranza che l’idillio porti vantaggi all’azienda piemontese e alla filiera enologica che la supporta.
Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)