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Evento. Confessione laica per 6 big dell’enologia piemontese. Dal primo spumante alla grappa di moscato

I 6 industrali vinicoli canellesi testimoni del tempo con Giovanni Borriero, presidente della Comunità Collinare "Tra Langa e Monferrato" che ha organizzato la confessione laica

Sei protagonisti dell’enologia piemontese che si raccontano ad una platea di studenti. Non capita spesso. È capitato a Canelli, nell’Astigiano. Sul palco Bocchino, Bosca, Contratto, Coppo, Gancia e Riccadonna. Nomi “pesanti” che ricordano le origini e i successi non solo dell’enologia piemontese, ma di quella italiana che ha preso spunti e vigore da quello che queste famiglie hanno fatto e ancora fanno per il mondo del vino.

All confessione Laica, organizzata dalla Comunità collinare “Tra Langa e Monferrato” che raggruppa 8 Comuni del vino con oltre Canelli, Coazzolo, Castagnole Lanze, Costigliole d’Asti, Moasca, Montegrosso d’Asti e San Marzano Oliveto, hanno aderito Miranda Bocchino, Luigiterzo Bosca, Alberto Contratto, Gianni Coppo, Lorenzo Vallarino Gancia e Ottavio Riccadonna.

Con la conduzione del direttore di Sdp, Filippo Larganà, hanno parlato delle proprie famiglie e di come le loro storie si siano intrecciate con il vino e il territorio.

Gancia ha parlato del primo spumante d’Italia nato più di un secolo e mezzo fa, a Canelli, grazie al suo avo Carlo Gancia; Miranda Bocchino del nonno che distillò la prima grappa di moscato e di Mike Bongiorno, primo grande testimonial dell’acqua vite al sapore di moscato; Alberto Contratto della moneta d’oro da 4 grammi che fino ad alcuni anni fa veniva nascosta dentro al tappo di una bottiglia di 100 di Bacco d’Oro, brut metodo classico di casa Contratto; Luigiterzo Bosca delle iniziative culturali legate alla sua azienda nate dalla voglia di non fare solo business; Gianni Coppo della storia d’amore tra i suoi nonni che fece nascere anche la casa vinicola; infine Ottavio Riccadonna ha parlato del famoso marchio dell’aquila fatto disegnare da un’agenzia di design di San Francisco che aveva 100 grafici che lavoravano su un lussuoso panfilo alla fonda nel porto della città americana.

Eccoli, quindi, piccoli flash di vita personale che combaciano con le storie delle Case storiche canellesi, ma anche con le tradizioni vinicole di una regione e di territori che sono candidati a diventare patrimonio dell’Umanità tutelati dall’Unesco.

Sdp


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