Al grido, sempre valido, “una risata vi seppellirà” ecco, tra la disperazione l’orrore che hanno suscitato gli attacchi terroristici di venerdì a Parigi, la copertina del giornale satirico Charlie Hebdo che già a gennaio era stato colpito dalla follia dei terroristi falso-islamici dell’Isis. L’illustrazione, ripresa da blog e siti di tutto il mondo (quella che pubblichiamo l’ha ripresa il sito blogdicultura.it), ritrae un personaggio che ha in mano una bottiglia di Champagne ed è bucherellato da colpi di mitra ma dai fori dei proiettili esce il vino che sta bevendo da un calice. Lo slogan è sferzante e micidiale come solo la buona satira sa esserlo: “Loro hanno le armi. Si fottano, noi abbiamo lo Champagne“. Non c’è nulla da aggiungere tranne che la migliore vendetta è non concedere a questi pazzi sanguinari il lusso di averci fatti perdere il gusto e l’intelligenza di ridere, con in mano un calice di buon vino, Champagne o Barolo che sia.
L’intento è certamente quello che tu descrivi ma ci sono situazioni in cui anche la satira deve fermarsi. Ci hanno insegnato che il silenzio può valere più di mille parole, a volte il silenzio è tutto ciò che rimane davanti a simili tragedie. Proviamo, veramente, a cercare di immaginare il terrore assoluto di chi sta rischiando la vita, o il vuoto che assale colui che ha appreso il decesso di un caro o l’insicurezza di chi ha paura a mettersi per strada…dubito che apprezzino la satira!
Sicuramente provocatoria, troppo…ricordiamoci che si ha a che fare con la pura essenza del fanatismo, con gente che non esita a farsi saltare in aria pur di raggiungere l’obiettivo…vogliamo gettare benzina sul fuoco? Qualcuno, poi, sta sostenendo che è proprio la notizia che cercano, più si da risalto alle loro imprese più si fa il loro gioco e il terrore dilaga veloce.
Il fanatico è un’arma efficace e pericolosa, gli hanno bypassato il cervello rendendolo marionetta facilmente manovrabile…ma dubito che a tirare le fila ci siano solo persone ispirate solo dall’Islam.
beh, sai quel settimanale fa satira sempre un po’ sopra le righe. Per questo fa sempre incavolare tutti. Quanto alla copertina a me è sembrata forte. A Parigi tanta, troppa gente è stata ammazzata. Come accade in tante, troppe parti del mondo. Quel disegno, però, io lo vedo come un prendere in giro che vuole, attraverso l’orrore, fermare tutto il mondo, non solo quello “libero” ma tutto. Quindi una vignetta così disinnesca persino il pudore dell’orrore, riducendolo a farsa per far capire a chi l’ha prodotto che ha fallito ancora una volta e che nonostante il dolore profondo la vita va avanti. Anche oltre il baratro. Almeno io la vedo così. Poi un calice di Champagne, di questi tempi, ci sta.
a me sembra di pessimo gusto…