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Cota (Regione) al 46° Vinitaly: «Aiuti per le eccellenze piemontesi all’estero. Il caso Asti/Zonin? Lavoriamoci insieme»

Un piano di internalizzazione da 20 milioni di euro per le eccellenza piemontese, compreso l’agroalimentare, un progetto di testimonial che coinvolge la stessa presidenza della Regione Piemonte e una promessa di mediazione sulla lite Asti/Zonin. Son i temi che il Governatore del Piemonte, Roberto Cota, in visita al Vinitaly di Verona, ha toccato nel corso di un incontro con i giornalisti nello stand del Consorzio di Tutela dell’Asti che ha visitato accompagnato dall’assessore regionale Giovanna Quaglia e dal deputato leghista, anche lui astigiano, Sebastiano Fogliato.

«Il Piemonte – ha detto Cota – produce eccellenze tecnologiche e agroalimentari importanti, penso al distretto dei vini, a quello del riso, della frutta e dell’allevamento, ma anche a quello dell’auto e delle penne. È un universo di cui essere orgogliosi e che va valorizzato al massimo».

Per farlo la Regione, insieme alla rete delle Camere di Commercio, ha deciso di stanziare 20 miloni di euro in atività che promuovano queste eccellenze nel mondo. Insomma i piemontesi da “bogianen” provano a proporsi al mondo. In realtà ci tentano da tanto, ma non sempre con buoni risultati. «Il vino però è un volano importante e va potenziato anche attraverso l’aiuto delle istituzioni» ha annotato Cota che ha pure promesso di, come si dice, metterci la faccia. «Essì – ha confermato ai cronisti – non so ancora come, ma ho intenzione di far da testimonial ai prodotti piemontesi. Studieremo le azioni promozionali da fare ad hoc». Non è improbabile, quindi, che si possa vedere in futuro il presidente Roberto Cota scrivere solo con penne Aurora o brindare esclusivamente con vini “made in Piemonte”.

Quanto all’affaire Asti/Zonin, la diatriba a base di carte bollate ed esposti al tar che da quasi due anni contrappone una parte dei vignaioli, alcuni Comuni del Moscato e il gruppo veneto Zonin, che ad Asti ha una ventina di ettari a moscato e vorrebbe che venissero inserito, con il territorio comunale, nella zona di produzione, supportato da perizie e dai pareri concordanti del Comune di Asti e del Consorzio d Tutela dell’Asti e del Moscato d’Asti. Su questo tema si è già espresso il Tar del Lazio che ha dato ragione a Zonin e dichiarato con un’ordinanza che il Comitato nazionale vini non avrebbe dovuto approvare il nuovo disciplinare del moscato tenendo fuori la città di Asti dall’area vocata. Una decisione che ha provocato la reazione dell’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Claudio Sacchetto, da sempre contrario all’inserimento di Asti,  il quale ha già annunciato il ricorso dell’ente regionale al Consiglio di Stato

Chiamato a rispondere sulla questione il governatore Cota ha assicurato il suo interessamento. «Mi dicono che Sacchetto sia un ottimo assessore. Vedrete che troveremo un punto d’incontro. Ci dobbiamo lavorare tutti insieme» ha detto. E anche se a qualcuno le dichiarazioni del presidente del “Piemont” sono sembrate un po’ di circostanza è sempre meglio di nulla. O no?

Sdp

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