Che cosa accade alla convetion nazionale di una maison vinicola, soprattutto se si tratta della riunione della forza vendita di una delle aziende più innovative ed effervescenti del panorama enologico italiano ed europeo?
SdP ha avuto la possibilità di partecipare all’evento organizzato dalla 958 Santero, gruppo vitivinicolo che ha Cantine e vigneti tra Santo Stefano Belbo, in provincia di Cuneo e Canelli nell’Astigiano, ma che ha scelto Acqui Terme, nell’Alessandrino, per riunire i suoi oltre cento agenti.
Ne è venuta fuori una due giorni dove oltre a dati e numeri, programmi per il futuro e motivazioni per migliorare lavoro e vendite, è emerso fortissimo lo spirito di uomini e donne che hanno passione e dedizione per il proprio lavoro.
È lo stesso spirito, troppo spesso dimenticato e compresso, di un Paese, l’Italia che da anni appare avvitata su sé stessa, preda e vittima di condizionamenti che non le appartengono. Ecco, in questo senso, 958 Santero, insieme ad altre aziende piemontesi che stanno avviando progetti e iniziative di promozione non solo in campo vinicolo, rappresenta l’Italia più vera, quella che innova, sperimenta, con coraggio, determinazione, quella che sogna, ma con i piedi ben piantati in terra.
Perché se è vero che business is business, œ affari sono affari, è anche vero che dietro a tutto questo, ad un modo che sembra arido, ci sono, al contrario, passioni forti, ci sono persone che hanno a cuore non solo i propri affari e quelli della propria impresa, ma anche l’immagine di un territorio che ha una storia, tradizioni e paesaggi unici al mondo, magari anche indicati come patrimonio dell’Umanità, come nel caso di quella che Gianfranco Santero chiama la “valle delle bollicine“, cioè quella valle Belbo da dove è partita la candidatura dei paesaggi vitivinicoli piemontesi a Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco, e che, guarda caso comprende zone tra le province di Asti, Cuneo e Alessandria.
La convention 958 Santero di Acqui Terme – per l’occasione i negozi del centro sono stati addobbati con i prodotti griffati 958 – ha sottolineato proprio questo: il forte carattere innovativo di un’azienda che ha il suo tratto distintivo non solo dei marketing e della comunicazione, ma anche della continua ricerca di nuovi prodotti che vanno incontro alle esigenze di un mercato fortemente competitivo e selettivo come è quello dei vini. «È nel nostro DNA affrontare sempre nuove sfide» ha detto Gianfranco Santero. Intanto 958 Santero conta anche testimonial “innamorati” del suo brand. Tra le storie curiose presentate alla convention quella presentata da Ivan Patti, direttore dell’Apro, scuola di formazione professionale che ha una sede a Canelli, che qualche mese fa chiese proprio a Gianfranco Santero di condurre una lectio magistralis davanti a 200 studenti. Ne scaturì una sorta di lezione sul perché essere imprenditori e su come impegnarsi sempre in tutti gli ambiti della vita. E poi c’è il panettiere novarese Simone Fornara, vero fans del 958, pilota dilettante di rally corre solo con auto brandizzate 958 Santero e promette: «Farò un pane all’uva che chiamerò 958 Santero».
Insomma l’innovazione paga anche in termini di seguito tra la gente. E che questa innovazione continua, al netto delle individualità e giuste differenze tra imprese e tra produttori vinicoli, arrivi da un’azienda che si trova nella “valle delle bollicine” del Piemonte dove altre maison, in altri ambiti e con altri stili, stanno cominciando a sperimentare nuovi indirizzi di autopromozione, beh, non può che farci piacere.
SdP
immagini e video sono di Vittorio Ubertone
Le interviste a Gianfranco Santero e a Alberto Santaterra


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