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Convegno a Canelli. Il Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti sul cambiamento climatico «Studiamo la vigna per evitare i danni del clima, preservare gli aromi e migliorare la produzione».

Il Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti con la Scuola Superiore Sant’Anna di Studi Universitari di Pisa per studiare il cambiamento climatico nelle vigne di moscato bianco e cominciare ad analizzare la genetica per capire come condurre al meglio la viticoltura delle uve, mitigare gli effetti nefasti del cambiamento climatico e, magari, conservare e potenziare gli aromi caratteristici del moscato bianco.

È questa, in estrema sintesi, il tema trattato, in modo ben più scientificamente articolato, da ricercatori e tecnici oggi, 2 febbraio, a Canelli nell’ambito di un convegno dedicato agli effetti del clima sulla viticoltura del moscato bianco nell’area di produzione dell’Asti spumante e del Moscato d’Asti .

A relazionare su un progetto scientifico condotto dal 2019 al 2021 tra i filari di moscato bianco, c’erano Pietro Tonutti, docente della Scuola di Studi Superiori, con i ricercatori Eleonora Littarru e Stefano Brizzolara, Guido Bezzo, responsabile del laboratorio d’analisi del Consorzio e l’agronomo Daniele Eberle.

Dopo i saluti del sindaco di Canelli, Paolo Lanzavecchia e del presidente del Consorzio, Lorenzo Barbero, davanti a una platea di agronomi, enologi e operatori del settore vitivinicolo sono stati snocciolati dati e grafici, rilevazioni e analisi genetiche.

Alla fine uno spiraglio sul futuro del vitigno moscato bianco è stato svelato: l’uva conserva nella buccia molti elementi che vanno persi, forse si potrebbe pensare a nuovi tipi di pressature; da considerare tempi e modi del diradamento fogliare che aiuterebbe a superare sbalzi termici e di irraggiamento. In questo senso, è stato detto dai ricercatori e anche dai vertici del Consorzio, serve continuare a studiare e analizzare per trovare o escludere pratiche e tecniche, in vigna e in cantina.

Uno studio importante, dal grande valore scientifico, quello presentato oggi a Canelli, che sarà pubblicato su prestigiose riviste internazionali e presentato, già il 22 febbraio a Roma, come ha anticipato il direttore del Consorzio, Giacomo Pondini, nell’ambito del primo simposio scientifico delle filiere dop e igp (vedi qui).

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