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Consorzio dell’Asti. Marzagalli (Campari) è il nuovo presidente. Un lombardo ai vertici delle bollicine piemontesi

Gianni Marzagalli, 72 anni, manager di lungo corso (presidente Sella & Mosca del gruppo Campari), è il nuovo presidente del Consorzio dell’Asti docg e del Moscato d’Asti docg. Lo ha eletto l’assemblea consortile, riunita il 4 maggio ad Asti, della quale fanno parte case spumantiere, cantine cooperative, aziende vitivinicole e vignaioli produttori delle uve moscato. Subentra a Paolo Ricagno, presidente di parte agricola (è al timone della cantina sociale Vecchia Alice e Sessame ad Alice Belcolle nell’Acquese) e di cui lo stesso Marzagalli è stato per tre anni vice.

Con lui sono stati eletti anche due vicepresidenti: Gianluigi Biestro, direttore della Vignaioli Piemontesi, associazione che raggruppa cantine cooperative, coltivatori di uve e aziende vitivinicole; e Massimo Marasso manager delle Cantine Sant’Orsola del gruppo vinicolo Fratelli Martini Secondo Luigi di Cossano Belbo in provincia di Cuneo.

Ai giornalisti, durante una conferenza stampa condotta dal giornalista Sergio Miravalle, Marzagalli ha subito detto che il fatto di essere, in epoca recente, il primo presidente lombardo del Consorzio dell’Asti (è nato a Milano e risiede nel Pavese) è mitigato dalla sua esperienza in campo vinicolo per la Campari. «Inoltre – ha aggiunto – Asti e Moscato docg sono due vini con forti radici locali che, però, solo molto “glocal”, cioè sono venduti in tutto il mondo. E io come presidente non piemontese sono un testimonial ideale di questa vocazione glocal».

Il neo presidente ha pure parlato di come intende condurre il Consorzio che quest’anno compie 80 anni. «La parola d’ordine della mia presidenza – ha detto – sarà mediazione. Il Consorzio sarà una casa aperta a tutti coloro, nessuno escluso, che vogliono impegnarsi per lo sviluppo della filiera, al di là di polemiche e discussioni, sia pure nel rispetto dei ruoli. Questo è l’anno giusto per pensare allo sviluppo, ed è l’anno dei record perché nel mondo e in Italia abbiamo venduto oltre 106 milioni di bottiglie di Asti e Moscato docg. Non era mai successo».

Poi, rispondendo ai giornalisti, Marzagalli ha parlato di alcuni temi specifici come l’ipotesi di sblocco degli impianti di moscato: «Il Consorzio si è fatto promotore di uno studio che esegua proiezioni di mercato in modo da capire se e come si potrà aumentare gli ettari di moscato a disposizione di Asti e Moscato docg»; o il delicato argomento dell’inserimento della città di Asti nella lista dei Comuni (oggi sono 52 tra le province di Asti, Alessandria e Cuneo) della zona classica di coltivazione del moscato per docg. «Il Consorzio è stato ed è favorevole all’ingresso di Asti città – ha dichiarato Marzagalli -. Resto convinto che sia una bizzarria il fatto che la città che dà il nome al vino non faccia parte dell’area di produzione delle uve da cui si ottiene questo vino».

Infine gli interventi anche dei due vicepresidenti. Gianluigi Biestro si è dichiarato pronto a lavorare per lo sviluppo della filiera e felice che il mondo agricolo sia rappresentato «in un momento importante del comparto. Finalmente la parte agricola ha preso consapevolezza della necessità di essere protagonista di questo settore così strategico per il Piemonte e l’Italia.

Da Massimo Marasso una puntualizzazione lessicale che ha grande significato: «Le industrie dell’Asti e del Moscato non vogliono più farsi chiamare “parte industriale” ma “Case spumantiere”. È il riconoscimento di quel legame tra impresa vinicola e territorio che è la vera essenza del mondo dell’Asti docg».

In chiusura il presidente Marzagalli ha dato appuntamento ai media ai festeggiamenti per l’80° di costituzione del Consorzio per la Tutela dell’Asti secondo un programma che per ora è ancora top secret. «Posso dire che svolgeranno a fine anno e sicuramente coinvolgeranno tutta la zona di produzione» ha detto Marzagalli.

Intervista a Gianni Marzagalli

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE TRIENNIO 2012 – 2014

Presidente : GIANNI MARZAGALLI.

Vice – Presidenti: Gianluigi Biestro – Massimo Marasso

Consiglieri (Case spumantiere)

Mauro Arione                                 Arione Spa

Lorenzo Barbero                      Sella&Mosca Spa

Giovanni Bosca                      Gibo Tosti Ivi Spa

Germano Bosio                      Cantine Capetta

Roberto Facello                      Valsa Nuova Perlino

Alberto Lazzarino                      Vigne Regali

Giovanni Marchisio                      Manfredi Cantine

Massimo Marasso                      Fratelli Martini Spa

Gianni Martini                      Eurovini – Fratelli Martini Spa

Gianni Marzagalli                      Gruppo Davide Campari Spa

Filippo Mobrici                      Bersano Vini Spa

Paolo Pronzato                      Batasiolo Spa

Gianfranco Santero                      Santero Spa

Mario Santero                                 Casa Vinicola Abbazia di S. Gaudenzio

Consiglieri (parte agricola)

Felicino Bianco                      Terrenostre Soc. Coop. a r.l.

Gianluigi Biestro                      Vignaioli Piemontesi

Marco Gallo                                 Cantina Soc. di Canelli

Claudio Manera                      Antica Contea di Castelvero

Claudio Negrino                      Cant. Soc. di Alice Bel Colle

Elio Pescarmona                      Tre Secoli Soc. Coop. a r.l.

Alessandro Pio                      Cantina Sociale Valle Belbo

Romano Dogliotti                      Az. Agr. Caudrina

Flavio Scagliola                      Az. Agr. Scagliola Giacomo

Luca Bosio                                 Bosio srl

Matteo Soria                                 La Cascinetta Az. Agr.

Pietro Cirio                                 Viticoltore

Mario Sandri                                 Viticoltore

COLLEGIO SINDACALE TRIENNIO 2012 – 2014

Presidente: Carrero Dott.ssa Barbara

Effettivi: Giovanni Chiarle (Cantina Soc. di Nizza Monferrato)

Valter Bera (A.z Agricola)

Supplenti: Bertone Dott. Giovanni

Cristiano Veglio (Cantine Veglio)

LA CARTA D’IDENTITà DEL CONSORZIO

L’Asti e il Moscato d’Asti docg rappresentano un comparto significativo nel panorama della vitivinicoltura della Regione Piemonte:

  • 4.000 aziende agricole su 20.000 coltivano il Moscato bianco
  • con 9.600 Ha di vigneti di Moscato rappresentano il 20% del totale della superficie vitata regionale
  • 800.000 Hl su 2.700.000 Hl di vino ( 30%)
  • oltre il 40% del valore di produzione ottenuto dalla vinificazione.

Nel 2011 si è superato il traguardo storico con il superamento, per la prima volta , dei 100 milioni di bottiglie prodotte:

  • 81.2000.000 di ASTI ( + 12% vs il 2010)
  • 25.600.000 di MOSCATO D’ASTI ( + 29%)
  • totale cumulato: 106.800.000 contro i 92.50.000 dell’anno precedente ( +15,5% )

La distribuzione geografica delle vendite evidenzia una sostanziale differenza tra le due denominazioni:

ASTI:

58 % EUROPA ( con esclusione dell’Italia )

19 % ITALIA

18 % AMERICHE

5 % ASIA – OCEANIA

Il Paese con i maggiori consumi di Asti è la Germania che rappresenta il 25% delle vendite totali con un trend in crescita del + 14%.

Di particolare rilievo il positivo andamento del mercato russo in crescita del 30%.

MOSCATO D’ASTI:

59 % AMERICHE

18 % EUROPA ( esclusa l’Italia )

16 % ITALIA

7 % ASIA – OCEANIA

Il mercato di maggior interesse sono gli Stati Uniti d’America dove, da diversi anni, è in continua crescita il cosiddetto fenomeno della “ Moscatomania “ che interessa tutti i vini a base Moscato, sia californiani, australiani che italiani.

La quota del Moscato d’Asti docg in Usa è stimabile intorno al 10% del totale consumi con un posizionamento Premium price doppio rispetto agli altri Moscati.

Nel 2011 in USA il Moscato d’Asti ha registrato una performance del +30% delle vendite, in Asia del +31% , in Europa del + 7% ed in Italia del – 15%.

Il Consorzio dell’Asti quest’anno compie 80 anni dalla sua costituzione

Dal 1932 ha contribuito al crescente successo dell’Asti e del Moscato d’Asti docg svolgendo la funzione delicata di mediatore ed ammortizzatore tra le componenti del comparto ponendosi l’obiettivo di proporre e promuovere l’eccellenza del prodotto ottenuto dalle vigne coltivate nel Sud del Piemonte.

Il Disciplinare della docg circoscrive l’area di produzione alle sole zone vocate di 52 comuni delle tre provincie di Alessandria, Asti e Cuneo.

Dal 2012 il Consorzio dell’Asti è stato investito dal Ministero dell’Agricoltura, con DM 27/01/12 di svolgere le funzioni previste dal Dlg 61/10 su tutti i soggetti interessati ai sistemi di controllo della denominazione.

Avrà quindi la responsabilità di svolgere il ruolo erga omnes sulle più importanti attività quali:

  • attuazione delle politiche di governo dell’offerta e dell’immissione sul mercato
  • avanzare proposte di disciplina regolamentare e di svolgere compiti consultivi nell’applicazione della legge .
  • assistenza tecnica, di studio e di valutazione economico – congiunturale
  • organizzare e coordinare le attività delle categorie interessate alla produzione e commercializzazione
  • promozione
  • tutela
  • vigilanza in Italia e all’estero
  • valorizzazione
  • informazione al consumatore

Il Consorzio dell’Asti rappresenta il “DOLCE “ per eccellenza di qualità superiore; una dolcezza naturale che proviene dall’uva e che si ritrova intatta in ogni coppa di Asti e di Moscato d’Asti.

Asti, 4 maggio 2012

Le fotografie

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  1. @Felice. Mollare? Non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello. Anzi, ma questa è una confidenza che faccio solo a Te: essendo io un rompiba… per natura ( per essere sereni ognuno dovrebbe accettarsi come madre natura l’ha creato) i miei sono tutti d’accordo, se mi scarico fuori rompo meno in casa…. L’industria ha avuto e continua ad avere un ruolo molto importante nel mondo del moscato, pari all’Agricoltura, semprechè queste due colonne siano in compagnia di altre due: Territorio e Cultura….allora sì che avremo finalmente una bella casa del Moscato d’Asti e dell’Asti Spumante…ci stiamo lavorando (purtroppo romperemo le uova nel cestino a qualcuno….)

    Buon Moscato d’Asti
    giovanni bosco
    presidente CTM

  2. che tristezza, visto da fuori,…. Campari passa ora veramente all’incasso, dopo la figura di direttore, ora anche il presidente… che il precedente presidente poi rappresentasse la parte agricola, mi viene un po’ da sorridere: a rappresentare la vera parte agricola ci vorrebbe qualcuno che arriva dai sorì, dove ancora recentemente abbiamo dovuto piangere anche delle perdite umane in incidenti di lavorazione, direi “dalla trincea”: certo si potrà dire, se non siete in grado….. effettivamente qualcuno lavora in vigna ed altri….Quello che dispiace è che, ancora una volta chi verrà “a leggere la vita” ai contadini , sicuramente potrà dare lezioni di marketing a colpi di centesimi di euro di “economie” sulle bottiglie, ma non darà risposte a come potere mantenere viva una filiera che preserva il territorio candidato unesco con i noti problemi idrogeologici e le aziende familiari in estinzione, in una realtà dove la materia prima diviene solo più un dettaglio…… almeno madre natura quest’anno ci ha aiutato ed alcune vigne nelle piane “da seminativo” parrebbero aver segnato il passo dopo le gelate invernali.
    Giovanni, in lingua “mòla nen”!

  3. @giovanni: ecco, questo tono mi piace già di più, lo sento più razionale e volenteroso di portare avanti la proprie idee con dignità e rispetto reciproco. sig. bosco, spero di non essere stato maleducato nei suoi confronti, però proprio per il fatto che lei ha 65 anni, avrei voluto sentire parole di questo tipo, la volontà ferrea di voler aiutare il proprio territorio e scontrarsi se c’è bisogno; taglierei la testa al toro a questo punto, sperando di poter ancora incontrarla nel blog (tra l’altro bravi gli autori!) e poter discutere insieme, anche se non sempre d’accordo, ma pur sempre con lo scopo di far del bene alla nostra terra

    come direbbe lei…
    buon moscato d’asti!

  4. @Luca. Mi dispiace contraddirla, ma è proprio con il mio comportamento molto critico se oggi possiamo vantare oltre 25 milioni di bottiglie di Moscato d’Asti, l’Associazione dei comuni del Moscato e molte altre iniziative, ultima quella dei sorì. Forse dovrebbe venire una volta nel mio ufficio a leggere gli oltre tremila articoli che ho scritto o che hanno scritto sulle mie proposte. E se 65 anni le sembrano tanti per battermi ancora per questo territorio Le ricordo che mio padre ha 93 anni e su tre partite a carte che facciamo due le vince ancora lui. Dovrà pertanto rassegnarsi a vedermi ancora sul campo del moscato (Dio o madre natura volendo) per molti anni.

    Buon Moscato d’Asti.
    a proposito io non ho mai combattuto le persone , ma le idee e le azioni

  5. @giovanni: vede quando nel mio commento precedente, indicavo come poco propositivo il comportamento bambinesco di trovare sempre e solo da dire, cioè avvelersi di una critica non costruttiva ma solo denigratoria, intendevo proprio il comportamento che lei sta seguendo: barricate contrapposte e il motto o con me o contro di me…. si ricordi caro giovanni che io sono solo un ragazzino nei suoi confronti, ma dal basso dei miei 24 anni so che con questo comportamento non andremo mai da nessuna parte….

  6. @giovanni, se le congetture economiche mondiali rimarranno tali con questo attuale rallentamento generale delle vendite nè pagheremo tutti, la ruota del moscato genera un indotto che parte dalla filiera vitivinicola sino all’industria dei macchinari e dei prodotti enologici, passando per tipografie, scatolifici etc. etc., purtroppo gli stati dove stiamo esportando vista la crisi economica hanno ben pensato di aumentare la tassa sul vino (in generale quasi tutti), che strano alcolici e tabacchi sono sempre i generi tartassati, per esempio in Danimarca, dove stanno iniziando ad apprezzare Asti&Moscato d’Asti l’accisa è salita al 55% + l’IVA 25% + 15% per il tappo spumante, quindi tutto ciò crea una sofferenza nelle vendite, la moneta nelle tasche della gente è sempre la stessa, vero compito di noi aziende cercare nuovi mercati (meno tassati non ne esistono molti), compito del Consorzio aiutarci nella promozione nei paesi “nuovi per l’Asti”, tornando alla sua domanda, se c’è un rallentamento delle vendite, ne paghiamo tutti case spumantiere (meno vendite, perdita di fatturato), “contadini del moscato” che si vederebbero abbassate rese per non creare eccedenze e successiva distillazione di crisi come nel 2002, ma questa permettetemi è solo una considerazione catastrofica, anche perchè ogni giorno ci alziamo tutti con l’intendo di progredire e mantenere la quota di mercato con i nostri prodotti, un ultima analisi per l’imbottigliato “fuori zona” ogni casa spumantiera è libera di fare ciò che vuole, essere legata al territorio o no, di sicuro per quanto riguarda noi (casa vinicola della mia famiglia) il territorio ci ha sempre dato la “pagnotta” ma sinceramente se abbiamo richiesta da un cliente di un vino anche di un altra regione, termini legali di disciplinare permettendo, meglio farlo noi che far entrare nel nostro “giardinetto” un altra azienda..

  7. @cristiano veglio. Chi pagherà le conseguenze: l’industria-spumantiera o i soliti contadini?
    @Luca. Industria : il termine deriva dal latino industria (-ae) che può significare operosità, attività, ingegno, diligenza, e che a sua volta viene da endo-(dentro) e -struo (costruisco). Di solito le industrie dovrebbero seguire la vocazione del territorio al fine di avere un impatto minimo sul territorio stesso. In parole povere dovrebbero trattare unicamente prodotti della zona (Barbera, Moscato, Dolcetto ecc.) visto però che le nostre brave industrie imbottigliano oltre l’80% vini che giungono da ogni parte del mondo forse è giusto chiamarle semplicemente case spumantiere.

    Buon Moscato d’Asti

  8. @Luca grazie per non considerarci fabbriche metallurgiche, anche se cantine organizzate per una produzione/imbottigliamento di volumi diversi, partiamo sempre dalla materia prima che nasce dalla terra e siamo i primi ad investire sul prodotto e sul territorio (almeno per quanto mi riguarda),@filippo è vero l’avvicendamento della presidenza ha dato un bel pò di lavoro in questi giorni ma il lavoro vero inizia da domani con tutte le voci sopracitate, indipendentemente quale sia la direzione consortile@giovanni, se mi permetto per i prossimi tre anni saranno le case spumantiere a far girare la ruota del mulino, e così con una turnazione che dura da anni ormai, tre anni per la parte agricola e tre per le case spumantiere, per ora iniziamo con i lavori, tra tre anni se abbiamo operato bene raccoglieremo i frutti tutti, visto che poi gran parte del prodotto uva/vino passa per le nostre cantine e dobbiamo in un momento di austerity come questo il vino venderlo , se abbiamo operato male nei termini di promozione, tutela etc ne pagheremo le conseguenze

  9. @Giovanni: a parziale scusante devo dire che in conferenza stampa alcuni, tra cui lo stesso Marzagalli, hanno adombrato la possibilità che ci fosse stato un altro presidente non piemontese. Forse nei giorni concitati delle votazioni non c’è stato il tempo di controllare. Comunque, sempre in conferenza stampa. è stato detto che il neo presidente è il primo non piemontese in epoca recente… un particolare che, con quello che deve affrontare il comparto (erga omnes, sblocco impianti, Asti docg di Asti, prezzo e rese, concorrenza sui mercati esteri e interno, piano controlli) andava chiarito e corretto ma certo non è fondamentale. Grazie comunque Giovanni…

  10. @giovanni bosco: è toccato alla parte agricola avere il presidente, ora tocca alle case spumantiere ( che brutto dire industriali… sembra facciano pezzi di ferro anzichè vino…), speriamo che l’aria nuova porti con sè un nuovo corso di eventi basati innanzitutto sul rispetto reciproco e smettendo di fare come i bambini che si punzecchiano sempre… mi auguro tutti insieme potremo risollevare le sorti di un comparto lasciato troppo in balia degli eventi!!!

  11. Iniziamo subito a divertirci. Marzagalli ha dichiarato che è il primo presidente non piemontese a presiedere il consorzio. Sbagliato. Il primo presidente non piemontese a presiedere il consorzio è stato il Sen. Prof. Arturo Marescalchi, nato il 30 ottobre 1869 a Baricella, provincia di Bologna. Studente alla Scuola Superiore Viticola Enologica di Cornegliano ha fatto poi esperienze nelle cantine del Bordolese, frequentando anche dei corsi all’Università di Bordeaux. Presidente del consorzio dell’Asti Spumante dal 1940 al 1955. Basta conoscere la storia del consorzio dell’Asti Spumante e leggere il libro di Giusi Mainardi. Pertanto il buon Marzagalli sembra non conoscere la storia del Consorzio che presiede (e la cosa sarebbe molto grave). Mio nonno diceva che il buon giorno si vede dal mattino. Se questo è il buon giorno….mi resta solo da dire auguri e ……………………………………………………………………………………………………………..
    Buon Moscato d’Asti

    Buon Moscato d’Asti

  12. Così han voluto i padroni, pardon gli industriali, pardon le case spumantiere….insomma avete capito chi comanda al Consorzio ed ora con l’erga omnes, voluto dai contadini ne vedremo delle belle….penso che avrò da…. divertirmi…
    Buon Moscato d’Asti

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