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Consorzio. A giornalisti da Nord Europa e Canada presentati la Barbera e i suoi “fratelli”. «Strumento importante per promuovere questa area vitivinicola»

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È sempre un bene far conoscere il made in Italy, soprattutto quando questo è vincente e inimitabile. Il Consorzio della Barbera e Vini del Monferrato ha capito bene questo concetto e lo mette in pratica spesso. Lo ha fatto anche recentemente. Leggete la nota stampa che pubblichiamo cui. Buona lettura.

Dal 22 al 24 ottobre il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ha ospitato un gruppo di otto giornalisti provenienti da Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Olanda e Canada.
L’intento dell’incoming è stato quello di approfondire la conoscenza dei vini tutelati dal Consorzio e raccontare alla stampa le ultime importanti novità del territorio attraverso un ricco programma di seminari, degustazioni tecniche e incontri coi produttori.
Dopo un primo giorno dedicato alla Barbera d’Asti in cui i giornalisti hanno potuto constatare l’importante crescita qualitativa di questa DOCG, il Consorzio ha presentato la giovane denominazione del Nizza DOCG e la grande varietà di uve autoctone che arricchiscono il territorio del Monferrato: Ruchè, Freisa, Grignolino, Albarossa, Cortese e rarità come l’Uvalino hanno affascinato la stampa che ha mostrato grande curiosità per la riscoperta di questi vitigni.

«Siamo molto felici di aver potuto ospitare sul nostro territorio i referenti delle principali testate di settore di mercati fondamentali come il Nord Europa, dotato di un grande potenziale di espansione, e il Canada sempre più rilevante per i nostri vini. Sono infatti momenti d’incontro importantissimi per promuovere la produzione vinicola del Monferrato e la grande ricchezza di vitigni autoctoni che ci rende unici nel mondo  – ha dichiarato Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato -. Sono stati tre giorni – ha aggiunto – di scambio reciproco in cui i produttori hanno avuto un ruolo fondamentale nel racconto del territorio e dei suoi vini. Ovviamente consci che ancora molto può e deve essere fatto per un territorio di grande potenziale e valore come quello del Monferrato, confidiamo che queste attività di incoming possano essere un punto di partenza per poter presentare sempre meglio quest’area e la sua lunga tradizione vitivinicola».

 

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