
«Dobbiamo ridare valore alla cultura, ai paesaggi, al lavoro, al nostro cibo, troppo spesso considerato meramente una merce. Nel produttivismo senza freno vince chi non si pone limiti e ha un concetto di crescita infinita, dove non potranno mai trovare spazio le comunità, i piccoli produttori e i territori, ma sempre e solo l‘industria. Le leve su cui fare pressione in questo scenario sono una maggiore presa di coscienza verso la nostra terra, per cui siamo tutti responsabili, una migliore informazione sul cibo che mangiamo e la lotta contro il camuffamento di alcuni alimenti. Basta con un riso chiamato carnaroli senza esserlo davvero o un aceto balsamico che di tradizionale non ha nulla. Cheese deve essere l’opportunità della conoscenza e della specificità, l’esaltazione della biodiversità contro l’omologazione. Siamo in mezzo a un guado, ora sta a noi decidere se attraversare verso una nuova sponda con un interesse per il nostro bene comune o fermarci e naufragare. Sono i giovani la risposta per trovare le soluzioni al futuro del nostro cibo, la speranza per poter davvero cambiare le cose: in loro riponiamo la nostra fiducia», conclude Petrini.

Il sindaco di Bra Bruna Sibille rinnova il benvenuto all’ormai storica manifestazione che anima la cittadina piemontese ogni due anni: «Credo Cheese abbia trovato la sua casa naturale in Bra perché qui l’agricoltura e l’attenzione per la terra sono da sempre fondamentali per tramandare conoscenze, passioni e interessi, cultura. Ed è questo che ha fatto Cheese nelle sue nove edizioni precedenti. Da oggi, passeggiando nelle vie del centro, incontreremo i volti dei pastori, produttori e affinatori che hanno contribuito a fare di Cheese il grande evento internazionale che è oggi: una grande mostra fotografica diffusa che, insieme a una serie di serate di degustazione, ci accompagnano fino a settembre».

Giorgio Ferrero, assessore all’agricoltura, caccia e pesca della Regione Piemonte, aggiunge: «Siamo stufi della banalizzazione del cibo a cui talvolta assistiamo. Sentire parlare di cibo in modo banale è una pugnalata per produttori e territori: Cheese invece guarda al formaggio non solo come una grande festa per i visitatori ma anche a una festa delle muffe e dei microbi, fondamentali per alcune produzioni locali e tutelate da Slow Food. Questo evento fa parte di una rassegna importantissima che la Regione Piemonte è fiera di ospitare e fa parte di un percorso di rinascita che porterà bene all’economia e ai cittadini piemontesi. La rassegna non si potrebbe realizzare senza la fatica degli allevatori e dei produttori, non bisogna dimenticarlo».

Luigi Barbero, presidente Ente turismo Alba Bra Langhe Roero, sottolinea l’importanza dell’evento per il territorio: «Cheese è stato fondamentale sia per i contenuti che per i territori, inducendo a riflettere sulle tematiche dell’agricoltura e delle produzioni locali e internazionali. Inoltre ha dato tanto alla città e al suo territorio: Bra ha visto raddoppiare le presenze turistiche, con una ricaduta importante dal punto di vista economico. Con la mostra fotografica e il programma di Aspettando Cheese vogliamo ora mostrare sì il mondo dei formaggi ma anche i luoghi di Slow Food, e siamo convinti ci sia ancora tanta strada da fare insieme».

