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Champagne truffa e inutile querelle sull’Alta Langa: bollicine italiane e francesi al centro della cronaca

L'annuncio pro Alta Langa "incriminato"
L’annuncio pro Alta Langa “incriminato”

Due notizie che arrivano dal mondo del vino del Piemonte: un’abile truffa ai danni dell’erario che aveva al centro partite di champagne francese, e una stupida polemica sulla campagna pubblicitaria che la Regione ha avviato in questi giorni a favore dell’Alta Langa, il primo (e per ora unico) spumante piemontese brut doc metodo classico, cioè con fermentazione in bottiglia, ottenuto solo ed esclusivamente da uve coltivate in Piemonte. Partiamo dal raggiro. In sintesi le Fiamme Gialle torinesi hanno scoperto un abile meccanismo per cui un gruppo di presunti truffatori, secondo le accuse dei finanzieri, lucravano iva e avevano costruito una rete di aziende fittizie per ottenere agevolazioni della legge che regola l’export delle merci e, in questo modo, riuscire a vendere a prezzi superscontati partite di champagne francesi. I guadagni illeciti, per la Guardia di Finanza, sarebbero nell’ordine delle centinaia di milioni di euro. Insomma nella regione italiana più vinicola d’Italia si facevano soldi truffando sul re dei vini francesi. Una storiaccia sull’ennesima frode nel settore agroalimentare. E però con una minuscola consolazione per il vino italiano: per una volta il raggiro non coinvolge prodotti nazionali. Speriamo duri. Sulla querelle relativa alla campagna promozionale della Regione pro Alta Langa, il giudizio di Sdp non può che essere a sfavore di chi, pretestuosamente, se l’è presa con gli amministratori regionali, i quali, per una grama volta, han fatto una cosa furba: difendere un vino piemontese. Ora la governatrice piemontese, Mercedes Bresso, esponente del Pd, che i detrattori (ma anche qualche amico) definisce “la zarina”, di cose non buone ne ha fatte a bizzeffe. Questa volta, però, Sdp plaude al fatto che la prima carica regionale si offra come testimonial di un vino che si produce in Piemonte. E hanno veramente poco peso specifico le critiche che sono arrivate da politici di avversa fede politica, soprattutto Pdl, che hanno gridato allo scandalo. Se la Regione non fa, va attaccata, quando fa, va promossa. Noi di Sdp, ad esempio, apprezziamo la campagna pro Alta Langa. Ma non apprezziamo il silenzio di Palazzo Lascaris su altri importati voci del settore alimentare come il tartufo nero (che fine ha fatto il piano di comunicazione da un milione di euro che prevedeva annunci e eventi in tutto il Nord Italia?). E non apprezziamo l’immobilismo verso i piccoli consorzi di tutela (come il Consorzio della Robiola dop di Roccaverano) che si dibattono tra mille difficoltà e non accedono ai milioni di euro che invece vanno a associazioni più o meno culturali, più o meno di area agroalimentare. Ecco se la politica deve essere prima di tutto onestà intellettuale e ricerca del confronto per risolvere i problemi di una comunità, ecco che i politici piemontesi non stanno dando certo un buon modello di riferimento.

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

 

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