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Assobrachetto: battesimo del fuoco in Commissione paritetica (Regione) dove si è parlato del “tesoretto” da 2 milioni, ancora da incassare, per sbarazzarsi dei superi. Annunciata missione in Nord Europa con i “cugini” del Moscato d’Asti
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«La prima partecipazione di Assobrachetto alla commissione paritetica in Regione? Abbiamo parlato di contributi per la declassazione degli esuberi. Ma anche riso e scherzato. C’è un clima di buona collaborazione generale. Sono fiducioso». Commenta così la partecipazione al summit del 22 aprile scorso Pierluigi Botto, presidente della neonata associazione per la rinascita del Brachetto che raggruppa centinaia di viticoltori e produttori di vino della zona di produzione compresa tra 26 Comuni di Astigiano e Acquese. Per Assobrachetto è stato una sorta di battesimo del fuoco. Al tavolo case vinicole, sindacati agricoli, cantina sociali convocati a Torino dall’assessore regionale all’Agricoltura della Regione, Mino Taricco. Ha spiegato Botto a Sdp: «Si è parlato soprattutto dei contributi da 750 euro ad ettaro necessari per declassare circa 9 mila ettolitri di vino invenduto nelle annate 2007, 2006 e 2005». A pagare sono stati, per la maggior parte, i contadini “liberi”. Mancano ancora parte delle cantine sociali e delle aziende private che dovrebbero versare le quote relative al 2008. Poi c’è da regolare il 2009. Un “tesoretto” da 2 milioni di euro complessivi. Nelle prossime settimane si discuterà anche di rese e prezzi ad ettaro delle uve. Sullo sfondo, però, resta la crisi del vino dolce rosso piemontese che ancora non trova un rilancio adeguato. Si parla di nuove azioni di valorizzazione, il Consorzio, guidato da Paolo Ricagno, ha proposto, non senza qualche perplessità da parte del mondo agriolo, spot tv. Botto annuncia la partecipazione di Assobrachetto ad una imminente missione in Nord Europa insieme ai produttori di Moscato d’Asti. «Proporremo assaggi e abbinamenti in quei mercati». È una prima iniziativa alla quale, si spera, ne seguano altre, in nome di una ripresa di coscienza di settore che, come è accaduto al Moscato, serve a riprendere quota commerciale e dignità professionale.

Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)

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