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Vino. Ancora sui dazi USA. Preoccupano le minacce di Trump. I prosecchisti scrivono a Lollobrigida. Missiva firmata dai tre Consorzi di Tutela

Il 2 aprile è la data che agita i sonni dei produttori vinicoli italiani. Perché in quel giorno il Presidente USA Donald Trump ha detto che applicherà i dazi su vini e alcolici europei in risposta all’extra tassa messa dalla UE sul wiskey americano in risposta ai dazi messi dall’amministrazione statunitense su acciaio e alluminio. Insomma un domino che fa pensare a una guerra commerciale in piena regola. Intanto, però, ad oggi (25 marzo) non si sa ancora se The Donald applicherà o meno i dazi su vini e alcolici europei. Nel 2020 li applicò solo a francesi e spagnoli. L’Italia fu “graziata”. E ora? Chissà. Intanto, però, sembra che gli importatori abbiano congelato gli ordini. In Piemonte c’è chi si aspetta tempi non facili e chi, più ottimista, è convinto che i dazi alla fine non saranno applicati e ci sarà una mediazione. I Consorzi del Prosecco, però, non si fidano e scrivono, a firma dei tre presidenti, al Ministro Lollobrigida per chiedere aiuto e azione. Una decisione che coinvolge anche molte Case spumantiere piemontesi in quando imbottigliatrici, per deroga consortile concessa fuori dalla zona di prouzione, di Prosecco doc.
Ecco il testo diffuso poco fa ai media.

Treviso, 25 marzo 2025 

On. Francesco Lollobrigida
Ministro dell’Agricoltura
della Sovranità alimentare e delle Foreste 


Signor Ministro, 
Le inviamo la presente su sollecitazione del nostro sistema produttivo che da alcuni giorni sta assistendo alla sospensione delle spedizioni di Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e Asolo Prosecco DOCG verso il mercato statunitense.
La preoccupazione degli importatori è determinata dalla minaccia del Presidente Donald Trump di imporre dazi molto pesanti sulle nostre produzioni. 
La scelta di congelare gli ordini è stata determinata dall’incertezza che si vive oggi, anche in assenza di un provvedimento dell’amministrazione americana, considerato che i nostri vini – impiegando diverse settimane per giungere negli USA – potrebbero vedere lievitare i dazi fino al 200% “on the water”, ovvero proprio lungo il percorso tra l’Italia e l’America, rischiando di mettere in crisi gli stessi nostri importatori, senza contare le gravissime ripercussioni sulle Aziende mittenti. 
Per farle comprendere la gravità della cosa Le sintetizziamo alcuni dati: 

  • –  il solo Prosecco DOC esporta negli USA ca. 130.000.000 di bottiglie, pari a circa il 23% dell’export dell’intera denominazione, volumi che generano un fatturato alla produzione di circa 500 milioni di euro; 
  • –  il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG esporta oltre 3.500.000 di bottiglie che vanno ad occupare solo ed esclusivamente il settore più qualificato di consumo ovvero l’Horeca, garantendo la più elevata fascia di prezzo; 
  • –  anche per la Docg Asolo Prosecco gli Stati Uniti rappresentano uno dei principali mercati di destinazione, la denominazione, nel suo complesso, esporta circa il 75% della sua produzione che lo scorso anno si è attestata su 32.000.000 di bottiglie. 

Il venir meno di un mercato simile comporterebbe la necessità di individuare Paesi alternativi ove andare a collocare queste produzioni e, nell’emergenza, questo comporterebbe di sicuro una pesante contrazione del valore, con ripercussioni per le nostre aziende, sia in termini economici che sociali. 
Certi che comprenderà la gravità della situazione, auspichiamo un Suo intervento affinché si attuino adeguate azioni – a livello nazionale e comunitario – tese a risolvere il problema.
Nel salutarla cordialmente l’occasione ci è gradita per augurarle un buon lavoro. 

F.to i Presidenti: 
Giancarlo Guidolin 
Franco Adami 
Michele Noal 

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