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Agroalimentare. Ferrero (Regione): «Noi piemontesi “condannati” a produrre qualità. I trattati internazionali? Non cancelleranno le denominazioni. Per il vino ci sia confronto e immagine unanime»

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L’Italia agroalimentare dell’export vale 27 miliardi, nei primi 9 mesi del 2015. Sono i dati che il Ministero ha reso noti qualche giorno fa (leggi qui). Tuttavia una risorsa così importante per il nostro Paese è costantemente sotto attacco. Attaccata dai falsificatori che vendono prodotti non italiani come italiani sfruttando l'”italian sounding” cioè i nomi di prodotti italiani; da parte di chi perpetra frodi in commercio che minano la credibilità del “made in Italy” e perfino a parte di altri Stati che hanno grandi interessi economici da difendere e a cui la biodiversità e le grandi eccellenze dell’agroalimentare italiano danno sommamente fastidio.

Ne abbiamo parlato con Giorgio Ferrero, assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, una delle regioni italiane più al centro della produzione agroalimentare e che spesso ha lanciato progetti pilota per la tutela e la garanzia dei prodotti italiani. Ferrero, intervistato nel corso di un incontro della Coldiretti di Asti (nelle foto anche il presidente provinciale Roberto Cabiale) che si svolto nel palazzo astigiano dell’Enofila, ha rincuorato e assicurato che si sta vigilando affinché tutti gli attacchi restino contenuti e rispediti ai rispettivi mittenti. Ecco la video intervista

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