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55° Vinitaly. Da Canelli a Verona per incontrare i produttori, parlare di nuovi progetti (un museo delle bollicine) e tenere a battesimo il Canelli docg, eccellenza del Moscato d’Asti

Una nascita è sempre una cosa positiva. La nascita di un vino, come quella di un neonato, porta allegria e speranze future. Paolo Lanzavecchia, sindaco di Canelli, la città astigiana che ha dato i natali al primo spumante d’Italia (1865) e da cui partì anni fa l’idea che portò nel 2014, la nascita del sito Unesco dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato Patrimonio dell’Umanità, era al 55° Vinitaly di Verona (ieri era stato avvistato il suo assessore Paolo Gandolfo) per incontrare i produttori del Canelli docg, la nuova denominazione che burocraticamente sarà ufficiale da domani (6 aprile) e sancirà l’espressione estrema dl Moscato bianco coltivato e prodotto nell’area del Canellese. Lanzavecchia, accompagnato dal suo vicesindaco, Giovanni Bocchino, e che ha incontrato anche il presidente del Consorzio dell’Asti, Lorenzo Barbero, ha anche accennato al progetto di un polo museale dedicato alle bollicine che dovrebbe cerarsi proprio a Canelli. Qui le immagini e i video di Vittorio Ubertone.

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