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Cime Careddu (macchine per bevande). Forum sulle birre artigianali nel cuore del paesaggio del vino. Roberta Careddu: «Piemonte tra i leader del settore»
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Cime Careddu (macchine per bevande). Forum sulle birre artigianali nel cuore del paesaggio del vino. Roberta Careddu: «Piemonte tra i leader del settore»

Accade che una mattina di aprile, con il sole e una temperatura giusta, uno si trovi a passare dal Sud Astigiano, magari in valle Belbo, tra Canelli e Nizza Monferrato, da una parte il moscato dall’altra la barbera, vitigni mito del Piemonte da cui si ottengono vino straordinari. E capita che uno si trovi davanti alla Cime Careddu, una delle aziende del territorio che fanno macchine enologiche, ma che è sede di un forum dove si parla di… birra.

Ora, non facciamo l’errore di scandalizzarci. Il Piemonte ha molto a che fare con la birra e non solo perché in quel di Piozzo, valle Tanaro, c’è un certo Teo Musso che anni fa, di ritorno da una lunga permanenza in Belgio, s’inventò di fare la birra artigianale ad un tiro di schioppo da Barolo. Per dire. Già nell’Ottocento i birrifici piemontesi erano una realtà. Poi molti scomparvero e si svilupparono altre produzioni: vino, vermuth e distillati. Comunque ai Careddu, canellesi da generazioni con chiarissima origine sarda (nella capitale astigiana dello spumante c’è una storica colonia di sardi arivati prima della Seconda Guerra mondiale per lavorare nelle industrie del sughero) il vino è servito e serve per costruire macchine enologiche dagli Anni Ottanta. Da alcuni anni il mercato si è allargato alla birra. Racconta Roberta Careddu, figlia di Gino, fondatore dell’azienda che in questi giorni spegne trenta candeline di attività: «I produttori di birra ci hanno aperto un mondo particolare fatto di birrifici artigianali che operano con grande professionalità e possono contare su un pubblico di consumatori-intenditori competenti. In questo settore la nostra esperienza di costruttori di macchine per bevande alimentari si è potuta esprimere al meglio. Oggi abbiamo oltre 400 impianti sparsi in Italia e nel mondo con un export che tocca il 75%». Roberta, però, pone anche l’accento sul territorio: «Presentare le nostro macchine qui, nel cuore di un paesaggio del vino tra i più belli al mondo, che è anche stato riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, dà un valore aggiunto in più alla nostra attività». E così il 20 aprile 2016 birrai da tutta Italia si sono trovati alla Cime Careddu per scambiarsi esperienze, sentire le ultime su come si fa la birra artigianale e, ovviamente, scoprire le ultime novità sui macchinari che servono per produrre bionde, rosse e scure, anche a due passi dai vigneti di moscato, barbera e nebbiolo.

SdP

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