
Mancano poche ore all’anno che verrà. Tutti attendiamo qualche novità, una svolta, un cambiamento. E il mondo dell’enogastronomia piemontese che cosa si aspetta? Noi di Sdp lo ha chiesto ad dodici personaggi che operano in questo settore. Ecco le loro risposte insieme, naturalmente, i nostri auguri per un sereno 2010.
Piero Fassi (ristoratore): Manca la cultura del buon mangiare.
«Io sono pessimista. Il mio locale, il Gener Neuv di Asti, a pochi metri dal fiume Tanaro, fu allagato e distrutto nell’alluvione del 1994. Ci sollevammo da quella catastrofe, ma io oggi vedo un dramma più grave, quello della crisi del lavoro che manca, dei cassaintegrati. E anche della cultura del buon mangiare che sta tramontando. Troppi danno da mangiare a buon mercato a scapito della qualità. Ecco, per il 2010 chiedo attenzione al nostro lavoro, al nostro ruolo di difensori delle eccellenze del territorio Piemonte. Ce lo meritiamo. Una ricetta per Capodanno? La Finanziera, un piatto che incarna tutto lo spirito piemontese».
Mariuccia Ferrero (chef e ristoratrice): Più attenzione e collaborazione nel nome del territorio.
«Per il 2010 chiedo più attenzione, a partire dalle istituzioni, per il settore dell’enogastronomia e della ristorazione. La nostra regione ha nella buona tavola e nelle produzioni agroalimentari eccellenze da leader. Eppure nessuno le valorizza abbastanza. Sento tante parole, vorrei più fatti. Il rischio è quello di perdere le nostre radici e mancare, ancora una volta, un treno importante che è quello dell’enogastronomia come settore strategico per un Piemonte che davvero voglia affacciarsi sulla scena internazionale. Una ricetta per il cenone di San Silvestro? Qualsiasi a patto che ci siano ingredienti di stagione e locali: le acciughe, le verdure, il brodo di bue grasso con i cappelletti fatti a mano»
Enzo Gerbi (enologo, presidente del Consorzio di tutela dei vini d’Asti e del Monferrato): Speriamo nel rilancio della Barbera.
«Io spero che il 2010 porti il rilancio della Barbera d’Asti docg. È il vino simbolo del Piemonte, ultimamente un po’ troppo bistrattato dal mercato e dalla crisi economica. Il Consorzio si sta attrezzando in questo senso. Le novità nei primi mesi del prossimo anno».
Sergio Miravalle (giornalista esperto di vino, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte): Comunicazione migliore per il vino piemontese.
«Per il prossimo anno spero che il vino italiano si liberi dalle speculazioni, dal pericolo di un proibizionismo strisciante e dai nemici interni ed esterni. Spero nella difesa dei produttori seri a scapito di chi non lo è. Per il vino piemontese auspico una comunicazione migliore, che trasmetta i veri valori di un prodotto che va vissuto e interpretato con meno tecnicismi e più passione. Per questo per l’anno che verrà spero ci saranno giornalisti veri, slegati dai gruppi industriali e dagli interessi pubblicitari delle grandi cordate, in grado di raccontare al meglio le grandi eccellenze agroalimentari del Piemonte»
Roberto Marmo (presidente della Cantina Sociale di Canelli e del centro di valorizzazione del territorio Enofila di Asti): Sì al consumismo intelligente e all’equilibrio tra prezzi delle uve e del vino.
«Auguro che nel 2010 continui questa voglia di cambiamento e di svolta che negli ultimi mesi dell’anno sembra si sia diffusa in tutto il Paese. Per l’anno nuovo vorrei, però, che si arrivi a comprendere quali sono i veri valori del consumismo intelligente: non l’acquisto a qualsiasi prezzo, ma la spesa oculata, che privilegi la qualità. Per il mondo del vino piemontese spero in un equilibrio stabile tra i prezzi delle uve e quelli del vino. Un equilibrio che eviti speculazioni e restituisca reddito e dignità a tutti i protagonisti di una filiera strategica per l’economia regionale e nazionale»
Paolo Massobrio (giornalista, scrittore, enogastronomo, fondatore del Club di Papillon): Basta personalismi. Cominci il gioco di squadra.
«Io spero che il prossimo anno finiscano tutti i personalismi che hanno caratterizzato il settore agroalimentare. C’è bisogno di gioco di squadra. Le sfide future sono troppo importanti. Invece vedo avanzare le lobby delle grandi industrie che tendono ad imporre, anche con arroganza, il concetto commerciale della quantità a scapito della difesa della qualità e delle tipicità. È una iattura, una stupidaggine assoluta. Il grave è che le istituzioni, a tutti i livello, stanno avallando questa situazione continuando a fare l’errore di considerare le produzioni agrolimentari e la buona tavola italiani alla stregua di una macchietta, mentre invece è un settore strategico per l’economia nazionale. Ecco, spero che per il 2010 tutto questo finisca e si trovino l’unità di intenti, le risorse e gli strumenti per contrastare l’avanzata del potere industriale che vuole omologare le eccellenze agroalimentari italiane. Una prima risposta è quella che sta dando Coldiretti: accorciare la filiera, moltiplicare i farmer market, i mercatini dei produttori che si rivolgono direttamente ai consumatori. È un primo segnale, la bandiera di un patto virtuoso e prezioso tra chi produce e chi consuma».
Giancarlo Montaldo (giornalista, esperto di marketing agricolo, presidente dell’Enoteca regionale del Barbaresco): Più consumo consapevole del vino
«Spero che nell’anno nuovo aumenti il consumo consapevole del vino da parte di gente che usa il cervello e sa che il vino buono è una bevanda da consumare con intelligenza. Per il 2010 spero anche nel rilancio alla grande dei vini del territorio a scapito dei vini generici. È questa la grande sfida per il Piemonte e l’Italia. Speriamo che tutti lo comprendano. Per l’enoteca che presiedo spero in un anno denso di attività e successi».
Ulderico Piovano Antonioli (casaro, produttore di formaggio e presidente del Consorzio di tutela della Robiola dop di Roccaverano): Più aiuti ad una delle eccellenze piemontesi
«Il mio augurio per il 2010 è che la Robiola dop di Roccaverano abbia quello che si merita e cioè più attenzione e aiuti da parte delle istituzioni. Fino ad ora questo non è accaduto e anzi i produttori e il Consorzio hanno dovuto fare un bel misero fuocherello che la poca legna fornita dagli enti che invece avrebbero dovuto aiutare. Al contrario ci sono associazioni e movimenti che raccolgono a piene mani fondi pubblici e comunitari. È un’ingiustizia da colmare e un affronto ad un territorio che viene difeso, per ora, solo a parole»
Paolo Ricagno (presidente del Consorzio di tutela dell’Asti e del Moscato docg e di quello del Brachetto docg, produttore vitivinicolo e presidente della Cantina Sociale Vecchia Alice di Alice Bel Colle): Unione sia la parola d’ordine.
«Per il 2010 spero che si riesca a ricompattare l’unità industriale all’interno del Consorzio dell’Asti. Perché l’obiettivo, a cui non rinuncio, è di arrivare a 100 milioni di bottiglie di Asti spumante vendute in Italia e nel mondo. Un traguardo che si può raggiungere solo insieme a tutti i protagonisti di un comparto che deve rimanere unito»
Claudio Rosso (produttore vinicolo della zona del Barolo e presidente del Consorzio di tutela del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Roero): Prepariamoci a nuove difficoltà
«Il prossimo anno porterà nuove difficoltà per il mondo del vino, forse più gravi di quelle di quest’anno che sta per terminare. Io spero che i produttori delle zone del Barolo e del Barbaresco sappiano affrontarle uniti e con una voce sola. Il ruolo del Consorzio sarà quello di indicare soluzioni e strategie anche attraverso il sapere di intelligenze che vanno utilizzate»
Giovanni Satragno (enologo, produttore vitivinicolo, presidente dell’associazione Produttori di Moscato d’Asti): Basta chiacchiere, si passi ai fatti.
«In questi anni ho sentito troppe chiacchiere attorno al vino e al moscato. Per il 2010 spero che si passi ai fatti. Fino ad ora istituzioni e enti hanno fatto solo parole. Ora c’è bisogno di concretezza per costruire un futuro stabile per tutti».
Guido Sodano (manager, direttore generale di Saiagricola che controlla la riseria Cascina Veneria nel Vercellese): Coerenza a difesa del buon riso italiano.
«Per il 2010 mi aspetto coerenza. Da parte di tutti, a cominciare dalle istituzioni. La situazione del riso italiano, una delle eccellenze piemontesi e nazionali, è delicata. Ci sono interessi potenti che vogliono ridurre le denominazioni italiane, diluirle nel nome di una omologazione del gusto e della produzione. Davanti a queste scelte mi auguro che chi, istituzioni in testa, difende a parole il territorio e le sue tipicità, agisca con coerenza nei fatti»
Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)
In fondo, caro Paolo, per l’anno nuovo è lecito almeno sperare in un miglioramento. O no!?
La cosa che più mi ha divertito è l’accenno ai giornalisti sganciati dalle logiche pubblicitarie dei grandi gruppi. Questo è umorismo puro e per cominciare l’anno va sicuramente bene. Per i prossimi mesi ho qualche dubbio. Paolo
Vorrei dire a mister “Superbarbera” di cominciare a firmarsi con il proprio nome e cognome e di tenere certi apprezzamenti per qualche suo parente.
Il cosiddetto “trombonismo” è una malattia senza età e spesso colpisce quelli che si ritengono giovani, ma che nella testa non lo sono poi così tanto.
Varrebbe la pena rimboccarsi le maniche e lavorare per costruire.
Saluti a tutti e buon 2010.
Giancarlo Montaldo
Gente giovane? Che dica cose nuove e diverse da quelle che dicono quelli che tu definisci tromboni? Ehh caro Super (che magari se ti firmi per esteso magari è meglio) io per la verità tutti questi gggiovani che parlano, che si firmano, che hanno voglia di metterci la faccia (magari cominciando a firmare un post) non ne vedo mica tanti. Quindi mi “accontento” di questi vecchi tromboni – ma Rosso l’anno eletto da poco e Sodano l’hanno sbattuto fuori dall’associazione degli industriali del riso perché dava fastidio – che almeno si fanno trovare e fanno e dicono cose, anche sbagliando s’intende.
Auguri anche a te!
p.s. a me Branko diverte, anche se non credo ad una sola sua parola, e ho sempre invidiato i capelli della Montalcini (essendo io calvo!).
Ohhhh per tutte le trippe del mondo!! Sempre i soliti nomi… gia’ che ci siete perche’ non intervistate anche Branko per l’oroscopo e la Rita Levi Montalcini per i capelli?
Questi signori van tutti bene per un sito che dovreste fare: http://www.trombonidelpiemonte.it aggiungendo anche il dott. prof. Calabrese.
Basta!
Voglio leggere di gente giovane perche ‘ ‘sti tipi han fatto il loro tempo… e guarda un po’ che situazioni ci lasciano in eredita’…
Auguri di buon anno a noi!