
Un paio di notizie dal Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti presente alla 55ª edizione del Vintaly di Verona.
Incontri
La prima è l’incontro tra il direttore del Consorzio, Giacomo Pondini, e Robert Tobiassen, il presidente degli importatori wine & beverage Usa (Nabi). Sul tavolo non solo le opportunità, le tendenze e i consumi nel primo mercato al mondo della domanda di vino italiano, ma anche le normative in materia e le strategie di promozione.
Canelli docg
L’altra è la nascita del Canelli docg. Si è infatti completato l’iter di riconoscimento del disciplinare di produzione dello storico vino e dal prossimo 6 aprile il suo nome sarà “Canelli Docg”. Le uve da vigneti composti esclusivamente dal vitigno Moscato bianco che potranno accedere alla nuova Denominazione di origine controllata e garantita, saranno quelle provenienti da 17 comuni attorno alla sottozona Canelli, punto di passaggio tra Langhe e Monferrato. L’annuncio è stato dato al Vinitaly dal Consorzio Asti Docg. La media rivendicata negli ultimi anni è di circa 100 ettari, per una produzione di quasi un milione di bottiglie, ma l’area offre un potenziale molto più alto. Nel 1865, con Carlo Gancia, a Canelli nacque lo spumante metodo classico, antesignano dell’Asti spumante legato al 100% con le uve di Moscato.
Numeri
Nel 2022 il Consorzio Asti Docg ha chiuso le vendite a 103 milioni di bottiglie (+22% rispetto all’immediato pre-Covid). Di queste, 23 milioni relative all’export Usa. Per il Moscato d’Asti gli Stati Uniti sono di gran lunga il primo mercato di esportazione, mentre per l’Asti Spumante rappresenta il terzo mercato export.